PESCARA – “Verificare se Paolo Zappalà, nuovo direttore amministrativo dell’Azienda Sanitaria di Pescara, abbia tutti i requisiti previsti e, soprattutto, esaminare se tale incarico non sia in contrasto con l’Art. 5 del D.Lgs. 39/2013 che prevede l’inconferibilità di incarichi di direzione nelle Aziende sanitarie locali a soggetti che abbiano già ricoperto ruoli in enti di diritto privato regolati o finanziati”.
È quanto vuole chiarire il presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo in un’ interpellanza in cui si chiede l’immediato intervento del governatore Luciano D’Alfonso e dell’assessore competente, Silvio Paolucci, per “evitare un ulteriore danno amministrativo ed erariale”.
“Proprio su questo argomento – dice Febbo – mercoledì 2 agosto ho convocato in Commissione vigilanza il direttore generale Mancini per discutere tale nomina che, carte e sentenze alla mano, ritengo illegittima. Esiste un parere inequivocabile e chiaro dell’Anac dove si esplicita come Zappalà non poteva e non può assumere il ruolo da direttore amministrativo visto il suo precedente e recente incarico. Dalla lettura del suo curriculum, si evince come fino al primo luglio 2015 ha ricoperto il ruolo di direttore amministrativo con incarico di direttore acquisti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico Universitario ‘Agostino Gemelli’ di Roma, ossia un ente privato senza scopo di lucro”.
“In base alle disposizioni previste dall’articolo 5 del decreto legislativo 39/2013 – prosegue – è acclamato che ‘gli incarichi di direttore generale, sanitario e amministrativo nelle aziende sanitarie locali non possono essere conferiti a coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dal servizio sanitario regionale’ come è in questo caso il Gemelli. Tale norma è stata oggetto di interpretazione anche da parte dell’Anac”, conclude Febbo.



