PESCARA – Sforata la spesa farmaceutica di 38 milioni, con i pazienti che in ospedale sono costretti a portare da casa, acquistandoli, anche farmaci oncologici; interventi programmati che vengono rinviati per mancanza di protesi che le Asl non hanno potuto acquistare, ritardi nei pagamenti dei fornitori.

Il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo elenca una serie di disfunzioni della sanità pubblica e chiede al presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, di avere notizie “sull’esito del tavolo di monitoraggio del 30 novembre scorso che certifica un buco di 100 milioni di euro”. Non si fa attendere la secca replica del consigllere regionale del Partito democratico Camillo D’Alessandro, che liquida l’allarme di Febbo come “falso” e “strumentale”

“All’assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci – aggiunge Febbo – chiedo come mai non sia andato a Roma in quell’occasione”.

“Le mie denunce, che qualcuno può liquidare come di parte – ha spiegato Febbo – sono documentate dalla relazione inviata dall’Advisor  Kpmg che si concentra sui risultati al 30 settembre, e proietta l’esito finale in una perdita di circa 52 milioni 691 mila eurodi euro, di cui circa 8-10 milioni di euro della Asl di Pescara, circa 12-14 milioni di euro dell’Asl di L’Aquila e oltre 24-26 milioni di euro dell’Asl di Chieti. Questo pessimo risultato va al di là di quello programmato di 23 milioni e 665 mila euro che il Tavolo già conosceva e su cui aveva già espresso rimostranze e chiesto correttivi. Il dato era  già conosciuto dai vertici regionali che sono  intervenuti con la delibera di giunta 571 dell’ 11 ottobre scorso in cui si ordinava ai “Direttori Generali di predisporre una relazione dettagliata sull’andamento dei costi (…) e le ulteriori azioni di razionalizzazione da attuare nel corso dell’esercizio 2017″ – testuale – cioè nei restanti  due mesi e mezzo! In parole povere, si ordinava alle Asl i tagliare (azzerare a dire il vero) i fondi e, soprattutto, i servizi e le prestazioni nei confronti dei cittadini: niente più medicine (il richiedere ai pazienti di portarle da casa già era una consuetudine, ma ora si tratta di quelle oncologiche ecc…) protesi, rinvio di interventi ecc.. Nessuna analisi, invece, viene effettuata sulle eventuali cause né un contestuale esame della spesa extra sanitaria e magari sulla decisione di tagliare spese di prestazioni servizi (non squisitamente sanitarie), amministrative e consulenze”

D’ALESSANDRO, “AFFERMAZIONI PRIVE DI FONDAMENTO”

Per il consigliere regionale del Partito democratico D’Alessandro, cui stavolta spetta di replicare per conto della giunta, le affermazioni di Febbo “continuano ad essere prive di fondamento e frutto di una rappresentazione non veritiera della realtà. Non corrisponde assolutamente al vero che ci siano 100 milioni di euro di debito delle Asl al 31 dicembre 2017, ed invece corrisponde al vero che l’obiettivo è stare pienamente dentro gli obiettivi del Programma operativo cui la Regione deve attenersi”.

Per D’Alessandro “siamo solo di fronte al tentativo, nell’approssimarsi della campagna elettorale, di gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica, cercando di offuscare i risultati positivi di questi primi 40 mesi di governo regionale anche in campo sanitario.Solo pochi giorni fa il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha festeggiato l’uscita dal commissariamento della sua Regione. Ebbene l’Abruzzo è stata la prima regione a conseguire questo risultato e ad approvare il Piano di riqualificazione”.

“Questo vuol dire – incalza D’Alessandro – aver restituito alla nostra regione lo scettro delle decisioni in campo sanitario, seppure nell’ambito di obiettivi nazionali che hanno valore per tutti, a partire dal potenziamento della medicina territoriale e dagli obiettivi di specializzazione ed eccellenza per i presidi ospedalieri, che non dobbiamo dimenticare se non vogliamo tornare alla condizione di prima e vogliamo garantire standard elevati ai nostri concittadini rispetto alla difesa del diritto alla salute”.

“Noi operiamo in questa direzione, avendo a cuore la salute degli abruzzesi e non le polemiche delle chiacchiere, come testimonia l’ulteriore miglioramento del punteggio Lea, giunto a quota 188, che Febbo dovrebbe conoscere e invece finge di ignorare”, conclude D’Alessandro.