L’AQUILA – È rivolta politica contro il decreto del 24 giugno scorso firmato dal commissario ad acta della sanità abruzzese, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che fa crescere di 7,8 milioni di euro il budget complessivo annuo delle cliniche private per le prestazioni sanitarie degli anni 2014 e 2015.
In particolare, la previsione passa da 123 milioni 963 mila euro del 2013 a 131 milioni 790 mila euro.
L’aumento più consistente va a Villa Serena (1,7 milioni in più, da 7,1 a 28,9 milioni), seguita dalla Casa di cura Pierangeli (1,2 milioni in più: da 19,4 a 20,6) e da Villa Pini (che passa da un tetto di 17 milioni a uno di 18 milioni).
La mossa ha scatenato l’insurrezione e il dato preoccupante è che, a contestare la strategia di D’Alfonso, siano pezzi del centrosinistra in ebollizione.
Non fa più notizia, ormai, lo smarcamento di Abruzzo civico, sempre più distante da D’Alfonso nonostante le “veline” rassicuratorie del governatore sulla volontà di fornire una rappresentanza in Giunta.
Il coordinatore, Giulio Borrelli, e i consiglieri Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, questo sempre accreditato di un ingresso in Giunta, contestano duramente l’elargizione.
Stessa storia per il segretario regionale e il responsabile sanità dell’Italia dei valori, Lelio De Santis e Giuliano Di Nicola, anche se il consigliere di riferimento Lucrezio Paolini tace.
Infine, lo strale dell’intero gruppo del Movimento 5 stelle mentre anche il predecessore di D’Alfonso, Gianni Chiodi (Forza Italia), sulla propria pagina Facebook ha parlato sarcasticamente di “coccole” alla sanità privata.
ABRUZZO CIVICO: “MEGLIO INVESTIRE SUL PUBBLICO”
“Il decreto del 24 giugno con il quale il presidente della Giunta regionale ridetermina il budget alla sanità privata accreditata per gli anni 2014 – 2015, richiede necessariamente una riflessione politica e una valutazione sulle ricadute che avrà sulla sanità Regionale – scrivono in una nota Giulio Borrelli, coordinatore regionale, e i consiglieri regionali Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo – La nostra posizione riguardo la sanità privata accreditata, come abbiamo detto in occasione del convegno svoltosi a Vasto il 6 aprile, è volta alla contrattazione annuale, così come prevista dalla normativa vigente, dei quantitativi di prestazioni necessarie per i cittadini abruzzesi”.
Secondo quelli di Ac, “le prestazioni da contrattare con la sanità privata dovrebbero, di conseguenza, essere quelle che la sanità pubblica non riesce a erogare, e per fare ciò bisogna analizzare, con cognizione di causa, ossia con i dati in possesso dell’Agenzia sanitaria regionale, quali prestazioni far rientrare nella contrattazione. Un aumento del budget, non obbligatorio, secondo la legge del 9 agosto 2013 n. 98 e comunque da compensare con risorse alternative – proseguono – non ci sembra la maniera per programmare al meglio la spesa sanitaria nella nostra Regione”.
“È sicuramente necessario, a nostro parere, destinare somme importanti del fondo sanitario regionale verso la sanità territoriale, al fine di avvicinarsi capillarmente al cittadino e dotare i distretti sanitari abruzzesi di personale e mezzi per fare fronte a prestazioni erogabili in ambulatorio – scrivono ancora Borrelli, Olivieri e Gerosolimo – Queste prestazioni, nella situazione attuale, intasano gli ospedali, pubblici e privati, in maniera impropria, costringendo i cittadini a file e attese interminabili”.
“Sarebbe stato meglio investire una parte di quelle risorse per fare lavorare di più le nostre strutture e i nostri servizi presso gli ospedali pubblici, istituendo servizi in ospedali dismessi, oppure utilizzando incentivi per turni aggiuntivi, allo scopo di soddisfare le richieste dei cittadini che, a volte, debbono attendere anche più di un anno – sbottano ancora – Perché non prevedere, per esempio, anche turni notturni, come accade in altre regioni, per smaltire le liste di attesa?”.
Per i tre di Abruzzo civico “è comunque paradossale che le risorse destinate alle strutture private si concentrino prevalentemente in un ambito in cui la presenza degli ospedali pubblici e privati è già notevolmente sovradimensionata, rispetto alle altre zone della regione. Continuiamo a pensare che la sanità sia un settore di grandissima delicatezza e importanza per ognuno di noi: una sana e proficua riflessione sui principi alla base della gestione di una materia così complessa e fondamentale deve essere fatta collegialmente tra le forze di maggioranza, allo scopo di confrontare le idee di tutti, cosa che Abruzzo Civico ha peraltro già esplicitato”.
“Sarebbe questo un modo saggio per evitare provvedimenti che non vanno, a nostro parere, verso una sanità equa e rispettosa dei livelli essenziali di assistenza per tutti i cittadini”, conclude.
MOVIMENTO 5 STELLE: “AUMENTO OBBLIGATORIO? FALSO”
“La Giunta regionale regala ben 7 milioni 800 mila euro ai proprietari delle cliniche private, mentre massacra la sanità pubblica. Una scelta, quella della Giunta, volta a potenziare le strutture di pochi privati, mentre per tutti i cittadini chiudono i punti nascita, diminuiscono i pronto soccorso e si propone in commissione la compartecipazione alla spesa socio sanitaria per i pazienti”.
Lo denunciano in una dura nota i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle.
“Si avvantaggia la sanità, di cui godono solo le fasce più ricche della popolazione – spiegano i consiglieri del M5s – a discapito di quella pubblica, fruita invece dalla maggior parte dei cittadini, soprattutto da quelli che vivono in situazione economica di disagio”.
“Una scelta che non troviamo corretta – continuano i pentastellati – visto che, a differenza di quanto sostenuto dalla maggioranza, non c’era nessun obbligo per operarla”.
Per i 5 stelle, “la maggioranza prova a far passare questa scelta come obbligata da un emendamento alla legge nazionale sulla spending review del 2013. Falso: l’emendamento da la possibilità alla Regione, dunque non la obbliga, a rivedere il rialzo i calcoli sui tetti di spesa per le cliniche private, contenendo i costi su altre aree di spesa sanitaria”.
“Anche il fedelissimo Camillo D’Alessandro prova a mettere una pezza a colori affermando alla stampa che ‘la rideterminazione del budget per la ospedalità privata non è altro che l’applicazione di una disposizione nazionale, del 2013, voluta dal centrodestra abruzzese, portata in Parlamento ed approvata attraverso la forma dell’emendamento’. Ma quello che il sottosegretario D’Alessandro dimentica di sottolineare è che l’applicazione della disposizione nazionale è esclusivamente volontà della Giunta perché la norma non è obbligatoria”.
“Leggendo l’articolo 49 della legge 9 agosto 2013 numero 98, che i ‘distratti’ utilizzano come giustificazione, si legge chiaramente che la norma non è obbligatoria e che comunque secondo i criteri stabiliti sarebbero solo 2 le cliniche che rientrano nella logica dell’emendamento. Come mai il presidente ha deciso destinare questi soldi a nove strutture del territorio? Sicuramente lo chiederemo ai diretti interessati, per ora è importante che i cittadini sappiano che le scelte di questa amministrazione non aiutano gli abruzzesi, ma solo quei ‘pochi’ a cui probabilmente si deve rendere conto”, concludono.
ITALIA DEI VALORI: “CI OPPORREMO A QUESTO DISEGNO”
A insorgere sono anche il segretario regionale dell’Italia dei valori, Lelio De Santis, e il responsabile sanità, Giuliano Di Nicola.
“L’Idv è fortemente in allarme per alcune recenti notizie di stampa che riguardano la sanità regionale”, scrivono.
“Recentemente è entrato in vigore il decreto n.75 del ministero della Salute, che prevede una vera e propria rivoluzione sia nella sanità pubblica che privata e la strada indicata va piuttosto verso il ridimensionamento, anche drastico soprattutto nel settore pubblico – fanno presente – Se il decreto dovrà essere applicato in tempi relativamente brevi, non si comprende la fretta di elargire fondi pubblici a vantaggio di strutture private, anzi è un atteggiamento che definire contraddittorio è poco”.
“Che tipo di sanità hanno in mente il governatore a l’assessore per la Regione Abruzzo? – si chiedono polemicamente De Santis e Di Nicola – Trattandosi di un argomento molto sensibile ed estremamente complesso, che riguarda indistintamente tutti i cittadini, sarebbe auspicabile un approfondito dibattito che coinvolga tutti, sia gli addetti ai lavori, che le associazioni di cittadini”.
Secondo l’Idv, “la Regione Abruzzo è ancora commissariata, ogni azione deve passare sotto la lente di ingrandimento del tavolo di monitoraggio nazionale e contemporaneamente si elargisce un così cospicuo finanziamento ai privati. Sarebbe stato opportuno avviare rapidamente una legge di riordino territoriale della sanità abruzzese – attaccano – con l’ istituzione di 2 Asl, mentre sembrerebbe che ai livelli regionali alti stia prendendo corpo l’ipotesi di un’unica Asl, che determinerebbe notevoli diseguaglianze tra le diverse realtà regionali”.
“A questo disegno e al tentativo di privilegiare la sanità privata l’Idv si opporrà, cercando di sensibilizzare sul tema i cittadini abruzzesi, che, altrimenti, per curarsi dovranno ricorrere sempre più spesso al proprio portafoglio”, concludono.



