CITTA’ SANT’ANGELO – Medici ospedalieri, anche provenienti da fuori Regione, e medici di strutture private a confronto sulla sicurezza dei percorsi chirurgici.
Domani a Città Sant’Angelo (Pescara), promosso dalla casa di cura Villa Serena, è in programma un convegno dal titolo il convegno “Dal territorio al tavolo operatorio e ritorno: un percorso sempre sicuro?”.
Uno studio mondiale dell’università Queen Mary di Londra, pubblicato sul British Journal of Anaesthesia, traduce in cifre la situazione attuale: ogni anno il 16,8% dei pazienti sviluppa complicazioni post-operatorie, e il 2,8% muore prima di lasciare l’ospedale, il che vuol dire 50 milioni di soggetti con complicazioni e 1,5 milioni di decessi post-operatori.
“La percezione della sicurezza che si ha della chirurgia è elevata, grazie ad anni di progressi medici, e dal punto di vista psicologico ciò rappresenta un aiuto per i pazienti. Dall’altra parte l’aumento dell’età media, che si traduce in sempre più pazienti anziani, a volte con situazioni cliniche delicate, porta a una maggiore complessità degli interventi chirurgici – si legge in una nota stampa della casa di cura. Dai dati, in alcuni contesti allarmanti, è nata l’esigenza della giornata di approfondimento scientifico teso “ad alzare il livello del dibattito medico coinvolgendo e mettendo a confronto le proprie figure professionali e i professionisti del territorio”. Si tratta di un vero e proprio evento con finalità formative nel quale interverranno medici di medicina generale e specialisti in anestesia e rianimazione, cardiologia, chirurgia, urologia e ortopedia.
Durante l’iniziativa si approfondiranno i moltissimi passaggi delicati del percorso pre, post, e perioperatorio che necessitano di un’attenzione molto alta da parte del personale medico e paramedico, in un sistema complesso come quello sanitario nel quale occorre garantire efficienza, qualità, efficacia, sicurezza e appropriatezza delle prestazioni.
Il convegno analizzerà gli elementi chiave per raggiungere questi obiettivi: “la formazione medica continua, l’implementazione della pratica clinica basata sull’evidenza, la riduzione dell’incidenza degli errori, la risposta appropriata ai bisogni del paziente, e soprattutto il miglioramento del rapporto, la corretta e fattiva interazione tra i professionisti della struttura ospedaliera e del territorio”.



