L’AQUILA – Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, parteciperà questa mattina ad un incontro a Roma per illustrare le problematiche delle Asl abruzzesi e tentare una mediazione per la salvaguardia del personale precario, 1300 persone persone in tutto.

Al tavolo romano prenderà parte anche il manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri: solo nell’azienda sanitaria 1 sono 350 i lavoratori che rischiano di non veder rinnovato il contratto a fine mese.

Oltre le evidenti ricadute occupazionali il grande rischio è la paralisi dell’attività di assistenza alla popolazione. Ieri i precari della Asl di Avezzano (L’Aquila) hanno annunciato manifestazioni e mobilitazioni “per difendere il diritto alla salute e la sopravvivenza dell’ospedale” e giovedì terranno un sit in proprio davanti il nosocomio cittadino.

Sempre nel capoluogo marsicano, nella stessa giornata, nel pomeriggio si svolgerà un summit convocato dal coordinatore Pdl, Filippo Piccone, cui prenderanno parte anche il coordinatore provinciale, Massimo Verrecchia, il consigliere regionale Emilio Iampieri ed il sindaco di Avezzano, Antonio Floris.

A lanciare l’allarme sui precari delle Asl abruzzesi era stato, il 2 marzo scorso, il segretario regionale della UIl-Fpl, Fabio Frullo, che aveva dichiarato: “”Non solo non ci saranno procedure concorsuali ma, poiché le Asl devono spendere nel 2011 il 50 per cento della spesa avuta nel 2009 per i lavoratori precari, è assolutamente chiaro che gli attuali dipendenti precari saranno inevitabilmente mandati a casa. Solo nella terremotata Asl dell’Aquila sono 350 i precari e sono tutti lavoratori giovani che dal mondo del precariato passeranno a quello della disoccupazione senza nessuna futura prospettiva lavorativa. Ma a rischio è l’intera sostenibilità del sistema sanitario regionale, già abbondantemente depotenziato da scelte discutibili e molto spesso inefficaci, che rischia di implodere con danni ancora più gravi dello stesso debito”.

“La politica deve capire  che non si può fare ‘cassetta’ con il lavoro o la salute delle persone che rimangono diritti ineludibili anche nella terra del commissario Chiodi al quale chiediamo, con urgenza, un incontro immediato e annunciando, fin da ora, che se non ci saranno risposte le azioni consequenziali non potranno che essere eclatanti”.

Il taglio dei posti è legato all’inapplicabilità della delibera commissariale di Chiodi, decisa dal tavolo governativo, con la quale si autorizzavano le Asl, una volta espletata la necessaria mobilità, a bandire concorsi pubblici finalizzati anche a sanare il problema del precariato.