PESCARA – Il commissariamento per la Sanità in Abruzzo “deve cessare”.

La richiesta al governo è del commissario ad Acta e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.

Le tre ragioni che hanno portato al commissariamento nel 2008 “sono esaurite”, ha detto Chiodi in un ‘question time’ con i giornalisti.

“Abbiamo raggiunto l’equilibrio economico, sono stati realizzati gli adempimenti per lo sblocco della quota premiale e sui Lea a fine 2013 copriremo i 10 punti per arrivare al punteggio massimo di 160 punti, dai 122 del 2009”.

”CHIESTO SBLOCCO 43 MILIONI, SAREMO REGIONE RICCA”

Oltre alla cessazione del commissariamento per il deficit sanitario, Chiodi inserirà nel pacchetto di richieste al governo anche la “possibilità di avere nella disponibilità dell’ente i circa 43 milioni di euro bloccati per i debiti e non utilizzati negli anni 2010, 2011 e 2012 a causa del mancato equilibrio finanziario”.

Nel corso della conferenza stampa per fare il punto sul processo di riqualificazione della sanità abruzzese, Chiodi ha spiegato che chiederà al governo anche la riduzione delle tasse per il 2013, “visto che abbiamo mantenuto l’equilibrio. Non ci sono ostacoli all’accettazione delle nostre richieste perché siamo rientrati dal debito e stiamo riqualificando il settore – ha sottolineato – Naturalmente, la riduzione delle tasse, insieme alla cessazione dell’automatismo fiscale, comporta il fatto che i conti debbano essere in equilibrio”.
 
Durante l’incontro con i media, l’assessore regionale al Bilancio Carlo Masci ha annunciato che nel 2015 l’Abruzzo risparmierà 20 milioni per la scadenza di una rata delle cartolarizzazioni, somma che raddoppierà nel 2016.
 
“Dopo anni di grandi sacrifici, l’Abruzzo si avvia a essere una regione ricca”, ha spiegato ancora Chiodi.

ZUCCATELLI: “MANAGER TROPPO AUTONOMI”, CHIODI NICCHIA

“I direttori generali hanno troppa autonomia rispetto alle indicazioni regionali”.

È la forte critica sostenuta dal sub commissario alla sanità abruzzese, Giuseppe Zuccatelli, nel corso della conferenza stampa di Chiodi.

La denuncia di Zuccatelli è arrivata dopo che ieri, secondo quanto sottolineato dallo stesso subcommissario, “solo due manager si sono presentati alla riunione che verteva sui debiti delle Asl nei confronti dei fornitori, un argomento non da poco. Lo rilevo ancora una volta – ha aggiunto – l’ho anche scritto, è un problema di correttezza verso le istituzioni, indispensabile al di là delle appartenenze politiche. Questo è un ostacolo alla possibilità di fare sistema con le direzioni generali”.

Zuccatelli ha riferito che quindi il problema legato al miglioramento della qualità della sanità in Abruzzo è “più culturale e di sistema”, sottolineando che “dopo le norme sul processo di aziendalizzazione cambiate nel 1992 e corrette con successivi provvedimenti, che davano una fortissima autonomia alle direzioni generali, c’è stata con la modifica del Titolo V della Costituzione l’assegnazione della competenza esclusiva alle Regioni in materia di sanità”.

“Paragono la Giunta regionale – ha chiarito – al consiglio d’amministrazione della holding sanità, con i direttori generali che sono direttori di dipartimento che se sbagliano vanno a casa”.

Sull’argomento il presidente della Giunta regionale ha spiegato di essere “meno radicale di Zuccatelli, la mia posizione è una via di mezzo in quanto bisogna riconoscere che anche i manager hanno vissuto una emergenza e sono oggetto di attacchi e pressioni. Vedete quali sono i bilanci delle Asl nel 2008 e confrontateli con quelli di oggi per capire che siamo in un momento decisamente più positivo”.

“POLEMICHE? NO LEZIONI DA CHI NON E’ ALL’ALTEZZA”

“È difficile prendere lezioni da chi, quando ha avuto l’occasione di governare, non ha dimostrato di essere all’altezza”.

Così invece Chiodi ha risposto alla domanda dei giornalisti sulle accuse delle opposizioni di centrosinistra di mancanza di concertazione sul processo di risanamento del settore in Abruzzo.

“La concertazione non avrebbe avuto senso, abbiamo trovato la Regione più indebitata e tassata d’Italia e con un commissariamento per il deficit in atto. Siamo stati in trincea e c’era la necessità di agire presto, avendo come spada di Damocle lo spettro dell’aumento delle tasse”, ha rincarato Chiodi.

“Se non si decideva sarebbero scattate automaticamente con gravi ripercussioni dei cittadini abruzzesi – ha proseguito ancora – Non c’era spazio e non c’era tempo, e sottolineo che se lo avessero fatto per tempo loro non ci sarebbe stato bisogno del commissariamento”.

In riferimento alle polemiche del centrosinistra, Chiodi ha sottolineato che non è sorpreso del gioco delle parti “ma chi ha la responsabilità di governo deve fare scelte che in passato sono state anche impopolari”.

VENTURONI: “TRASFORMAZIONE PROFONDA E CONDIVISA”

Il capogruppo del Popolo della libertà, Lanfranco Venturoni, ex assessore alla Sanità, a proposito delle polemiche ha spiegato che “la maggioranza di centrodestra ha condiviso in pieno la profonda trasformazione del sistema sanitario. I consiglieri, in particolare – ha concluso – nei vari territori hanno difeso le scelte soprattutto sulla riconversione degli ospedali, non contestando mai le rilevanti modifiche dell’intero comparto”.

“NON VOGLIAMO TAGLIARE ASSISTENZA DISABILI”

“Nessuno vuole tagliare l’assistenza ai disabili, ma dobbiamo riorganizzare il comparto perché i posti letto che sono più del doppio che in altre regioni sono occupati per altre patologie”.

Così il presidente della Regione e commissario per la sanità, Gianni Chiodi, sulle polemiche seguite al taglio dei fondi per la riabilitazione con la decurtazione della spesa per l’area ex art. 26 di 6,4 milioni di euro su uno stanziamento di 69 milioni.

“L’Abruzzo – ha spiegato Chiodi – secondo i dati ministeriali, ha nella riabilitazione un tasso 1,5 posti letto per mille abitanti a fronte dello 0,6 previsto dal ministero della salute. Ne ha 2 volte e mezzo in più che nelle altre regioni. Bisogna che si capisca quali sono i ruoli e le funzioni delle strutture riabilitative”.

“Si mette davanti il disabile per coprire altre valutazioni – ha continuato Chiodi – bisogna fare un’analisi più attenta dal punto di vista multidisciplinare. Bisogna rimettere a posto il sistema, è vero che ci sono bambini che non riescono ad accedere alla riabilitazione, ma come può essere se abbiamo più del doppio dei posti letto?”.

Chiodi ha reso noto anche che è emerso che in Abruzzo, Molise e Basilicata c’è un’alta percentuale di prestazioni per le quali sarebbe prevista un’assistenza diversa dall’articolo 26. Intanto, nel corso dell’incontro, Zuccatelli ha dato notizia, dopo il vertice con i sindacati e i proprietari delle strutture ex art. 26, di gettare le condizioni di un tavolo tecnico che prepari un piano di riconversione entro il 2014, alla luce del reale fabbisogno dell’area riabilitativa in seguito anche al taglio governativo di 1 miliardo al Fondo sanitario nazionale.

Si è deciso di apportare una rettifica al decreto 51, che è stato oggetto di polemiche in questi giorni, mantenendo per i primi sei mesi del 2013 lo stesso budget dello scorso anno e di applicare il nuovo per il resto dell’anno.

“ANTICIPATI 300 MILIONI PER I FORNITORI”

Chiodi ha anche annunciato di aver assegnato alle Asl, ancor prima del decreto del governo sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, 300 milioni di euro per liquidare i fornitori, mentre ulteriori 174 sono in corso di trasferimento, “In questo modo otteniamo il risultato di ridurre i tempi di pagamento e di raggiungere i 60 giorni previsti dalle norme europee”, ha detto.

“NESSUN TICKET AGGIUNTIVO”

“L’equilibrio finanziario è stato ottenuto senza introdurre ticket aggiuntivi”. Così Chiodi a margine di una conferenza stampa facendo il punto sul delicato argomento dei ticket.

“L’unico, di 10 euro, è stato introdotto dallo Stato”, ha rilevato il commissario.

Per il subcommissario Zuccatelli, a proposito del taglio di 1 miliardo di euro del fondo sanitario operato per la prima volta dallo Stato, “c’è il rischio di far saltare il più potente ammortizzatore sociale di questo Paese”.