PESCARA – “La sentenza del Tar Abruzzo del 17 maggio 2011, che annulla parti di tre delibere attuative il piano di rientro sanitario della Regione, solleva il problema dei ‘poteri’ dei commissari ad acta e delle garanzie per i cittadini di ricevere l’assistenza sanitaria previste nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e potrebbe avere conseguenze in tutte le Regioni”.

È quanto scrive la Cgil nazionale in una lettera inviata, nei giorni scorsi, al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e a tutti i soggetti coinvolti nel Patto per lo sviluppo dell’Abruzzo.

Ripercorrendo le tappe fondamentali del ricorso e sottolineando due motivazioni dell’annullamento deciso dal Tar, il sindacato parla di rilievi che “non sono banali, perché riguardano le regole della democrazia: il confine dell’azione straordinaria anche nell’esercizio dei poteri sostitutivi ex articolo 120 comma 2 della Costituzione – si legge – in questo caso del commissario ad acta, rispetto agli organi eletti dai cittadini”.

La Cgil prosegue parlando di “frequenti ‘incursioni commissariali’ nella sfera delle contrattazioni del lavoro”.

Il testo si conclude con tre proposte: “per risanare – scrive la Cgil – bisogna riorganizzare e riqualificare i servizi, non semplicemente tagliarli”; in merito al rischio che vengano bloccati i processi di riorganizzazione e di riconversione dei servizi sanitari “Governo e Regioni devono fare chiarezza, per precisare meglio l’azione dei commissari, anche rispetto all’esercizio dei poteri sostitutivi”; infine per il sindacato è necessario sostenere le riorganizzazioni e “per questo abbiamo proposto a Governo e Conferenza delle Regioni di individuare una linea di finanziamento, corrente e in conto capitale, vincolata ad una ‘appropriata riqualificazione’ dei servizi per garantire i Lea ai cittadini”.