L’AQUILA – “Il mistero della sanità abruzzese: il presidente della Regione Abruzzo e l’assessore alla Sanità intonano inni alla gioia, sull’avvenuto risanamento della sanità abruzzese. Ma che stride però  con la messa da requiem” del tavolo romano, con i numeri e il quadro descritto nella riunione del tavolo di monitoraggio del 16 novembre 2022”.

È ancora la sanità il tema al centro del nuovo intervento dell’ex deputato e consigliere regionale Angelo Orlando, ospitato da Abruzzoweb.

L’INNO ALLA GIOIA E LA  MESSA DA REQUIEM

“In questi quattro anni abbiamo rimesso ordine e riallineato i principali strumenti di programmazione in sanità: i programmi operativi 2019-2021 e 2022-2024, il piano di prevenzione 2021-2025, l’aggiornamento delle reti e dei Pdta (i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali), il nuovo accordo di programma per l’edilizia sanitaria e ora la rete territoriale. Siamo in attesa del via libera alla rete ospedaliera, sulla quale il confronto con il tavolo ministeriale è aperto da oltre un anno e mezzo e che auspichiamo sia ormai alle battute finali. Credo che questi atti siano la migliore risposta a chi in questi anni ci accusava di non aver adottato alcun documento di programmazione. Noi, invece, abbiamo lavorato in silenzio e centrato i risultati, nonostante lo sforzo messo in campo per fronteggiare l’emergenza pandemica”, ha affermato il 14 febbraio  ‘assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì.

E ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio il 3 marzo: “E oggi voglio annunciare una importante novità per il nuovo ospedale di Teramo. Grazie al risanamento dei conti della regione, certificato anche dalla magistratura contabile, potremmo coprire direttamente, con l’accensione di un mutuo, la parte di finanziamento mancante per la costruzione del nuovo presidio, integrando dunque i 120 milioni di euro già disponibili oggi per l’opera”.

Registrato ciò, torniamo al verbale della riunione del tavolo di monitoraggio del 16 novembre 2022.

A pagina 37 del verbale della riunione sono indicati in sintesi i costi incrementali del servizio sanitario regionale abruzzese: nel  2019  2.488.199.325 euro, nel 2020, 2.536.522.977 euro, nel 2021 si sale a 2.653.138.388 euro.

Dopo la descrizione dettagliata degli incrementi, il commento: “ Come si evince dalle tabelle sopra riportate, rispetto ai principali aggregati di costo, risulta che l’incremento del FSR 2021, sommato alle ulteriori risorse messe a disposizione dalle norme nazionali (risorse COVID 2021, accantonamenti COVID 2020 da poter utilizzare nel 2021 + ulteriore contributo statale per costi COVID + payback), è stato superiore rispetto agli incrementi di costi registrati nel periodo 2019-2021”.

Si segnala inoltre che la regione ha usufruito della possibilità di utilizzare in modo flessibile per la copertura di tutti i costi di gestione, le risorse inizialmente destinati a specifiche attività COVID.

Si segnala altresì che la gestione delle partite straordinarie, risulta aver contribuito a migliorare il risultato di gestione per circa 18 milioni di euro nel 2019, per circa 4 milioni di euro nel 2020 e per circa 53 milioni di euro nel 2021.

In tali condizioni si invita la regione ad una riflessione in merito alla gestione strutturale del SSR, in condizioni di efficienza e appropriatezza nell’erogazione dei Lea, nel rispetto dell’equilibrio economico in coerenza con le risorse disponibili a legislazione vigente, in quanto come si evince dai dati di conto economico e come riportato nella trattazione odierna in merito alle singole voci di costo, risulta comunque un livello strutturale di costi non compatibile con la sostenibilità del servizio sanitario regionale.

Tali evidenze mettono in rilievo la urgente necessità di programmare strutturalmente un riequilibrio dell’intero sistema sanitario regionale al fine di garantire la sostenibilità nel tempo nel rispetto dell’appropriata ed efficiente erogazione dei Lea. Si ricorda che la regione è in piano di rientro dal 2007.

Si ricorda che i tavoli, in sede di verifica del IV trimestre 2021 chiedevano di affrontare le differenti questioni nell’ambito del redigendo programma operativo 2022-2024.

Tutte queste osservazioni e questi pressanti inviti erano anche risultanti dalle valutazioni del Tavolo di monitoraggio nella riunione del 3 maggio 2022. Di grazia, a meno che le riconosciute virtù taumaturgiche del Governo regionale non abbiano prodotto il miracolo, in pochi mesi è cambiato tutto?

Oppure, saranno i nuovi “ mattoni “ a rendere “ sostenibile “ il SSR, anche in vista dell’autonomia differenziata che piace al Presidente?