L’AQUILA – “Il rafforzamento della maggioranza, con il passaggio di due consigliere dall’opposizione, rafforza la nostra azione amministrativa ed è il riconoscimento del buon lavoro fin qui svolto, per un comune delle cosiddette aree interne, che in quattro anni ha visto crescere la popolazione in piena controtendenza e che ha assistito ad una decisa accelerazione della ricostruzione post sisma, sia sul fronte dell’edilizia privata che pubblica”
Il bilancio politico e programmatico a quasi 5 anni dal suo insediamento, viene tracciato nell’intervista ad Abruzzoweb da Antonio Di Bartolomeo, sindaco di san Demetrio ne’ Vestini, importante comune ad est dell’Aquila, con oltre 2mila abitanti. Dove, a fine luglio, si è registrato il passaggio nella maggioranza di due consigliere dell’opposizione, Anita Alessandrini e Giuseppina Riocci che hanno ufficializzato la costituzione del nuovo gruppo “Per San Demetrio”. Un punto a favore quando a primavera si tornerà al voto.
“E’ l’esito di un percorso che va avanti da diverso tempo – commenta Di Bartolomeo -, e le due consigliere hanno più volte votato a favore a diversi punti all’ordine del giorno, ai bilanci e ai vari investimenti, segno che hanno apprezzato il nostro programma e il nostro impegno a favore dei cittadini”.
Un impegno, tiene a sottolineare il primo cittadino, che ha ottenuto risultati concreti, e la controprova è l’accresciuta attrattività, tanto rivela, “grazie anche alla ricostruzione posti sismica di molte seconde case, si è creata una grande vivacità del mercato immobiliare e qui a San Demetrio ne’ vestini ci sono ora 100 abitanti in più, rispetto a quattro anni fa, arrivati da regione limitrofe ma anche da altri Paesi, come Canada, Germania e Danimarca. Un dato per di più in controtendenza rispetto al fenomeno dello spopolamento delle aree interne”.
Allargando lo sguardo alla ricostruzione, sia privata che pubblica, prosegue Di Bartolomeo, “dal 2022 sono partiti ben 72 aggregati edilizi, abbiamo riqualificato la piazza Garibaldi, con i suoi sanpietrini, dunque con una scelta conservativa, vantaggiosa dal punto di vista economico e molto apprezzata dai cittadini. Ora è in fase di ricostruzione la storica sede comunale mentre è stata già riconsegnato il grande edificio che ospitava le scuole elementari Volpicelli”.
Per quanto riguarda questo ultimo caso, rivela il sindaco, “a breve dovrebbe partire anche il cantiere della scuola Francesco Rossi, e dunque si porrà l’esigenza di trasferire gli studenti all’ex Volpicelli. Ma nella parte dell’edificio che non sarà interessato, abbiamo già collocato il comando dei Carabinieri forestali che si insedieranno a giorni, e stiamo ragionando sull’ipotesi di offrire spazi alle tante associazioni operanti sul territorio, creando un vero e proprio un hub delle competenze, di livello non solo comunale, ma anche regionale, e perché no interregionale”.
Altro fronte aperto, oggettivamente più ostico, è quello della ricostruzione post sismica delle tante chiese di san Demetrio, che rappresentano un patrimonio culturale e artistico di non secondaria importanza.
“C’è stata una evoluzione proprio nell’ultimo periodo con interlocuzioni con la Soprintendenza, su due chiese in particolare che sono già finanziate, sia sotto l’aspetto della progettazione che della ricostruzione, ovvero la chiesa della Santissima Annunziata e la Madonna dei raccomandati”.
Nel dettaglio, per la chiesa dell’Annunziata dovrebbe essere imminente il progetto esecutivo, per poi andare a gara per la realizzazione dell’opera, già finanziata per 1,2 milioni di euro. Per la Madonna dei raccomandati, la progettazione è passata dal Mibact all’Usrc, e questo dovrebbe velocizzare l’iter della progettazione, con già 6 milioni di euro stanziati dal 2021″.
Per quanto riguarda poi la chiesa parrocchiale di San Demetrio, all’ingresso del paese, ” è in fase di realizzazione il progetto esecutivo e abbiamo già richiesto delle somme al Cipess per il finanziare la parte delle lavorazioni. Siamo ovviamente impegnati ad accelerare i tempi anche per le altre chiese, come quella di San Giovanni, la chiesa di Stiffe, la chiesa di Sant’Antonio a Collarano, Tutte le nostre sette chiese dovranno essere restaurate e restituite alla popolazione”.






