SAN BENEDETTO DEI MARSI – Dopo le contestazioni sui lavori edili nel plesso scolastico di via Fucino e la mancata costruzione di una nuova scuola finanziata nel 2011, l’amministrazione guidata da Quirino D’Orazio viene criticata anche per quanto riguarda i lavori dei loculi cimiteriali.
Secondo il consigliere comunale Fabrizio Cerasa “l’iter amministrativo dell’opera iniziata nel febbraio del 2016 per la realizzazione di 160 loculi è stato impropriamente diviso in due lotti, privandoli dei caratteri della funzionalità, della fruibilità e della fattibilità, contrariamente a quanto previsto dal Codice appalti e Anac. Negli ultimi giorni ’amministrazione, non contenta, ha deciso di dividere nuovamente l’opera con un terzo lotto. I lavori del primo lotto non sono stati portati a termine, ma il sindaco continua impropriamente a suddividere l’opera in lotti. I cittadini hanno già versato l’acconto e addirittura alcuni hanno saldato l’intera somma ma l’amministrazione non ha predisposto neanche convenzioni scritte con i cittadini, sottraendoli da garanzie e tutele. Oltre al danno, anche la beffa”.
“Questa contestazione – ha replicato il sindaco D’Orazio – ci viene mossa da chi nel precedente mandato, nei panni di assessore ai Lavori pubblici, non ha fatto quasi mai gare, e quelle che si sono fatte, hanno avuto ribassi minimi o insignificanti. Mi fido del personale dell’Ufficio tecnico che sta facendo un lavoro egregio, in stretta collaborazione con il segretario comunale. Stiamo facendo tanto senza aver contratto alcun mutuo. Abbiamo dovuto realizzare i loculi visto che in passato non è stato fatto. Abbiamo dovuto utilizzare fondi per interventi di massima urgenza, come le verifiche di vulnerabilità che sarebbero dovute essere eseguite nel 2013, quando c’era Cerasa”.
A fronte di queste problematiche, il consigliere Cerasa ha comunque diffidato il sindaco D’Orazio ad “eliminare le irregolarità nell’iter amministrativo e alla sottoscrizione di accordi scritti con i cittadini interessati. Lo scopo della diffida è di evitare che l’opera rimanga incompiuta e incompleta con un’eventuale danno erariale e, soprattutto, di tutelare i cittadini sprovvisti di garanzie e tutele verso un’Amministrazione inadempiente.




