L’AQUILA – Il ginocchio mette in ginocchio gli abruzzesi: quasi 4 mila ricoveri ogni anno per lesioni interne del ginocchio.
La parola d’ordine soprattutto dopo i 40-50 anni è “salvare il menisco”: è il consiglio che viene da uno dei maggiori esperti del ginocchio, Ezio Adriani, responsabile della SportClinique Mater Dei di Roma.
“Bisogna applicare – afferma – il ‘modello dente’: come prima di togliere un dente si fa il possibile per salvarlo, così per il menisco. E poi, affidarsi a centri specializzati, soprattutto per avere una corretta e tempestiva diagnosi”.
Per quanto riguarda gli abruzzesi che soffrono di problemi al ginocchio, l’intervento di artroscopia del ginocchio, in un solo anno, ha comportato in Abruzzo 1.318 ricoveri in regime ordinario. Ci sono stati 750 interventi di riparazione dei legamenti crociati, quasi 2 mila interventi di asportazione di cartilagine semilunare del ginocchio e addirittura quasi 1.500 interventi di sostituzione totale del ginocchio.
Quanto all’operazione, “è fondamentale – continua Adriani – prima di intervenire chirurgicamente per rimuovere il menisco, aver fatto una corretta diagnosi perché rimuovere o meno il menisco dipende da che tipo di lesione si tratta: se è instabile si deve intervenire, se è stabile si deve aspettare e curare il menisco. Il dilemma avviene intorno i 50 anni, perchè sono pazienti troppo avanti con l’età per fare una sutura del menisco, troppo giovani per non intervenire. Inoltre, a seguire, è necessaria la giusta indicazione su cosa fare perché una diagnosi sbagliata comporta una terapia sbagliata”.





