L’AQUILA – “Il sindaco è stato informato nei tempi giusti come autorità sanitaria locale per emettere un provvedimento restrittivo nell’esclusivo interesse dell’igiene e sanità pubblica. Abbiamo dovuto attendere le analisi dell’Arta prima di informare la popolazione”.

Giuseppe Matricardi, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, rigetta così alle accuse del primo cittadino rivolte all’azienda su quello che lo stesso ha definito un “grave ritardo” nella diffusione dell’informativa ai sindaci dell’Aquilano riguardo l’epidemia di salmonellosi.

La replica del dirigente medico arriva subito dopo la riunione dell’altro ieri in comune sull’argomento, dalla quale emerggono una stranezza e un’incompatibilità di vedute tra il primo cittadino e il direttore della Confederazione italiana agricoltori del capoluogo, Filippo Rubei.

Alle dichiarazioni del primo, infatti, che in una nota afferma di “aver chiesto all’Arta di compiere rilievi sui due laghi di Bagno” si oppongono quelle di Rubei, che facendo un bilancio dell’incontro con il primo cittadino, dà la ad AbruzzoWeb la “buona” notizia della immin ente riapertura all’irrigazione delle acque dei laghi di Bagno, visti “gli esiti negativi delle analisi già effettuate non solo sulle acque, ma anche sugli ortaggi delle aziende agricole limitrofe”.

La vicenda è dunque in evoluzione, ma in modo poco chiaro, e l’emergenza resta in piedi per tutte le altre ‘aree’ per le quali “ci sarà bisogno di nuove analisi dell’Arta che attesteranno che le acque sono tornate indenni dalla salmonella – precisa Matricardi – Solo allora si potranno revocare le ordinanze dell’Aquila e degli altri paesi”.

“Abbiamo operato nel rigore massimo delle procedure regionali e nazionali – incalza il medico, in risposta al primo cittadino – Abbiamo fatto la comunicazione ai sindaci, come estrema ratio, solo quando l’Arta ha inviato le analisi con esiti positivi. Prima di allora è stato eseguito un lavoro di ricerca epidemiologica durato mesi per cercare fattori comuni tra i casi di salmonella ed ventuali correlazioni con alimenti, animali e acque”.

La Asl sarebbe “addirittura in anticipo sui tempi”, secondo Matricardi, che spiega il lungo iter sanitario condotto in collaborazione con l’Istituto superiore della sanità.

“La casistica di salmonellosi fa parte di una particolare procedure di segnalazione, noi registriamo i casi e li comunichiamo al ministero della Salute che registra asua volta tutta la casistica nazionale, dandoci il ritorno epidemiologico, poi eventualmente lancia l’allerta”, specifica.

L’allarme è scattato quando i casi sono inziati a salire di numero, “intorno a ottobre 2013 I casi, inoltre, rimanevano concentrati e quando si è fatta la tipizzazione veniva fuori sempre lo stesso ceppo di salmonella Typhimurium monofasica che la qualificava come salmonella locale”.

“A quel punto abbiamo allertato i servizi interni della Asl del Sian e del Siaoa per fare una ricerca di una eventuale fonte alimentare del batterio che potesse sostenere l’endemia, ma non è stato trovato nulla e neppure la casistica su mappa ha rilevato particolari concentraizoni di luogo e tempo”, puntualizza Matricardi.

Dopo il picco di casi di Natale e di aprile scorso, è infine intervenuta la Regione Abruzzo che ha costituito un’ unità di crisi e coordinato anche un’iniziativa di indagine di tipo veterinario, “ma tutt’oggi, non è stata trovata nessuna fonte animale – conclude – A quel punto si è allargata l’indagine alle acque di scarco di depurazione e alle superficiali e solo dopo i risultati delle analisi dell’Arta, ci siamo mossi con l’informativa ai sindaci per le ordinanze di interdizione delle acque”.

RUBEI (CIA): ”REVOCA PER CIVITA DI BAGNO E PAGANICA”

“Sono state date delle indicazioni importanti nella riunione – afferma Rubei, che ha partecipato alla riunione in Comune di ieri – Le analisi hanno dato non contaminate le acque dei laghetti di Civita di Bagno  e anche gli ortaggi sono risultati non toccati dalla salmonella. Già domani potrebbe essere revocato il divieto a Bagno”.

Per il territorio di Paganica si dovrà aspettare ancora qualche giorno, secondo il direttore della Confederazione italiana agricoltori dell’Aquila (Cia) che annuncia “le analisi anche sul Raiale e sulla Riga di mezzo, canali dai quali attingono abitanti e agricoltori di Paganica”.

Per le altre zone dell’Aquilano saranno predisposte nuove indagini dell’Arta che “potrebbero consentire di revocare l’ordinanza per le zone a monte dei ruscelli, se il batterio dovesse essere individuato in un punto preciso – prosegue – Ci incontreremo nei prossimi giorni per fare il punto. La riunione di oggi è stata operativa, siamo soddisfatti”.

“Si stanno facendo anche dei trattamenti ai depuratori, migliorando le tecniche e aumentando i controlli ai depuratori più vicini ai focolai di salmonalla, da scoppito a villa sant’angelo”, conclude Rubei. Marianna Galeota