MILANO – Condanna confermata per il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, per il quale potrebbero aprirsi presto le porte del carcere.

La Corte di cassazione ha confermato la condanna della Corte d’appello di Milano che gli ha affibbiato una pena detentiva a 14 mesi di reclusione (senza condizionale per il pericolo di reiterare il reato).

Sallusti è accusato di diffamazione ai danni di un magistrato tutelare per le offese contenuto in un commento di un collaboratore, protetto da uno pseudonimo.

In primo grado aveva ricevuto una condanna a 5 mila euro di risarcimento.

In Appello i giudici avevano modificato la pena in un anno e due mesi di detenzione.

I giudici della quinta sezione penale di piazza Cavour, presieduti da Aldo Grassi, hanno ricalcato la sentenza del 17 giugno 2011 dei colleghi milanesi.

Il collegio della Suprema corte non ha evidentemente condiviso le conclusioni esposte oggi, nella sua requisitoria, dal pg Gioacchino Izzo: quest’ultimo, infatti, pur ritenendo Sallusti responsabile del reato contestatogli, aveva sollecitato un nuovo processo d’appello per valutare la concessione delle attenuanti generiche.

Questo avrebbe portato a uno sconto di pena per il giornalista e anche, probabilmente, a evitargli il carcere.

Come riferiscono le agenzie, Alessandro Sallusti ha annunciato ai suoi collaboratori che a breve presenterà le proprie dimissioni all’editore del Giornale. E che intende andare in carcere, senza misure detentive alternative.