PESCARA – È uno scenario che fa paura quello che si è presentato ai commercianti pescaresi alla fine del primo weekend di saldi della stagione estiva.
Le file davanti ai negozi di persone pronte a fare shopping sembra solo un vecchio ricordo, e nella maggior parte dei casi le vendite sono state nettamente inferiori allo stesso periodo del 2012.
Confcommercio Pescara ha inviato a tutti i commercianti della città un questionario per documentare statisticamente la situazione che si sta delineando in questo periodo di profonda crisi, e quello che ne emerge è una vertiginosa flessione negativa.
Su un campione di 100 negozianti, solo il 16 per cento ha registrato un incremento di vendite che si ascrive tra lo 0 e il più 5 per cento rispetto a un anno fa.
Il restante, e cioè l’84 per cento dei negozianti ha registrato solo dati negativi.
Il 42 per cento ha visto un calo fino a meno 5 punti percentuali, il 13 per cento fino a meno 10, l’8 per cento ha avuto un calo fino al 30 per cento di prodotti venduti e il 4 per cento oltre il 30 per cento.
Gli esercenti che hanno avuto questa amara sorpresa sono quelli che negli anni scorsi erano abituati a osservare la merce sparire dai proprio scaffali: abbigliamento, calzature, pelletteria, biancheria per la casa, intimo e articoli sportivi, tutti articoli per i quali uomini e donne erano soliti sospirare davanti alle vetrine in attesa dei ribassi.
“È una situazione catastrofica – commenta ad AbruzzoWeb Walter Recinella, direttore Confcommercio Pescara – per questo primo fine settimana, purtroppo, i dati sono solo negativi ma non possiamo farci niente, è la realtà”.
“Dobbiamo tenere conto che qualcuno avrà approfittato ad andare al mare oppure si preferisce attendere gli ulteriori ribassi – conclude il direttore – sono tutti elementi che potrebbero far cambiare la situazione attuale, ma se il buongiorno si vede dal mattino…”.




