PESCARA – Per nulla togliere al prestigio dei premi Arcolaio d’argento, consegnati a Pescara la scorsa settimana, quello ricevuto da Enrica Sabatini, 36enne capogruppo comunale del Movimento 5 stelle nella città adriatica, non restituisce appieno il peso politico che questa donna d’Abruzzo sta acquistando a livello italiano e forse oltre, soprattutto ora che il suo partito è riuscito a formare un governo con la Lega.
Dal febbraio scorso la psicologa Enrica Sabatini è infatti saldamente ai vertici, in quanto tra i cinque soci, dell’associazione Rousseau, il cuore e il cervello del potere decisionale e organizzativo grillino, nonché la sua cassaforte. Creatura dello scomparso Gianroberto Casaleggio, fondatore assieme a Beppe Grillo del M5S, e che ha oggi come presidente il figlio di Gianroberto, Davide.
Una carriera fulminea e lontano dai riflettori tanto che i suoi successi non sono conosciuti neppure all’interno della sia pure corposa comunità pentastellata.
Non è certo un caso che Sabatini sia stata l’ombra del leader Luigi Di Maio durante e dopo la campagna elettorale delle politiche del 4 marzo scorso, comparendo vicino al leader e superministro in più di un servizio nelle tv nazionali. Sabatini non si è però candidata, in quanto il regolamento interno del movimento non consente agli eletti pentastellati di lasciare le cariche politiche in corso, e lei appunto è consigliere comunale.
Discorsi diversi si potrebbero aprire per le elezioni regionali abruzzesi della primavera 2019, ed infatti il nome di Sabatini è il più gettonato assieme a quello del consigliere regionale Sarà Marcozzi, come possibile candidata presidente di Regione. Semaforo rosso se in regione si dovesse votare anticipatamente, cioè tra l’autunno e fine anno.
Ma a questo punto le ambizioni e le potenzialità di Sabatini vanno ben oltre i confini dell’Abruzzo. Proprio per il suo essere parte del ristretto cerchio magico di Russeau, una sorta di cardinal Mazzarino plurale del leader Di Maio.
Un’entità, accusano i detrattori, alquanto “opaca”, e agli antipodi dei valori tanto sbandierati dai grillini della trasparenza e della partecipazione dal basso.
Molto di più insomma, di un’associazione che vuole dare una mano al movimento, dedicandosi in particolare a mettere a punto e gestire la piattaforma informatica della “democrazia diretta” su cui si svolge qualsiasi attività politica, dalle iscrizioni alle consultazioni, alle candidature, ma anche la cassaforte del partito, dove confluiscono le donazioni, quest’anno 600 mila euro, ed anche le quote che i neo parlamentari si sono impegnati a versare, un obolo da 300 euro a testa ogni mese, che produrrà un gettito di circa 50 mila euro al mese, più o meno 600 mila euro l’anno, quasi 3 milioni nell’arco della legislatura.
Come detto il presidente con ampi poteri di Russeau è Davide Casaleggio, amministratore unico della Casaleggio associati.
Gli altri tre soci sono Massimo Bugani, consigliere comunale di Bologna del Movimento 5 Stelle, Pietro Dettori, uomo di fiducia della Casaleggio Associati, responsabile editoriale del blog di Beppe Grillo, e della campagna elettorale che ha visto il Movimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio candidato premier, prendere il 32,5 per cento.
E appunto Enrica Sabatini, subentrata a febbraio al dimissionario David Borrelli, eurodeputato presidente dei grillini a Strasburgo che ha negoziato, per conto di Grillo e Casaleggio, il traghettamento poi fallito del M5S dal gruppo euroscettico dell’Efdd a quello liberale dell’Alde. Non sono chiari i motivi delle dimissioni di Borrelli.
L’ingresso nella stanza dei bottoni per Sabatini è solo coronamento della sfolgorante carriera, che si è sviluppata in appena 4 anni. Nulla rispetto alle gavette durate decenni da parte di molti altri politici abruzzesi.
Docente a contratto all’Università d’Annunzio Chieti-Pescara, Sabatini dopo essere stata eletta al Comune di Pescara, nella primavera del 2014, si è conquistata una discreta notorietà risultando essere tra i migliori sette amministratori locali nella classifica che l’Anci ha stilato a conclusione del corso ForSsam 2016. Ha poi iniziato a collaborare allo sviluppo di Rousseau, progettando con il parlamentare Nicola Morra la funzione “E-learning” e realizzando il corso di formazione online per i portavoce in Comune.
Insieme a Roberto Fico, oggi presidente della Camera, e Paola Taverna, oggi vicepresidente del Senato ha contribuito a implementare le funzioni “Call to Action” ed “Activism”. È stata poi ideatrice e coordinatrice del tour nazionale Open day Rousseau, e ha curato anche le edizioni del Villaggio Rousseau a Rimini nel 2017 e nella sua Pescara ad inizio 2018. In qualità di docente è stata invitata a parlare della piattaforma Rousseau nelle Università di San Paolo in Brasile e di Porto in Portogallo. Ad oggi, sta curando il progetto della Rousseau open Academy, che si propone di “educare alla cittadinanza digitale in tutta Italia attraverso corsi sul territorio ed online”.
Una postazione di grande potere dietro le quinte, per Sabatini, basti ricordare che è stato attraverso Rousseau che gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno potuto partecipare alla formazione delle liste dei parlamentari presentate per le elezioni del 4 marzo ed è sempre su Rousseau che, ancora prima, avevano potuto scegliere il candidato premier, Luigi Di Maio. Le polemiche non sono però mancate, per problemi di sicurezza della piattaforma, che ha subito diversi attacchi hacker, ed anche per la mancata possibilità di candidarsi alle parlamentarie che alcuni iscritti hanno denunciato, anche in Abruzzo.






