MOSCA – La Russia rischia una catastrofe ambientale da qui al 2050, quando il permafrost, la parte di terra che resta gelata tutto l’anno e che rappresenta il 63per cento del territorio russo, potrebbe diminuire del 30per cento con il riscaldamento climatico.

Lo prevede Vladislav Bolov, capo del centro contro le catastrofi naturali del ministero per la situazioni di emergenza.

Fra le conseguenze: modifica del paesaggio, compresi i letti dei fiumi, formazione di laghi termocarsici, danni a infrastrutture.