L’AQUILA – Dopo 2 anni di annunci, stop e passi indietro e il definitivo rifiuto dell’Aquila Rugby 1936 di adottare il suo progetto tecnico sportivo, Massimo Mascioletti è finalmente al lavoro con i ragazzi della Polisportiva e con l’aiuto dei suoi ex colleghi della Old L’Aquila Rugby.

Nominato ai primi di luglio come consulente tecnico, il leggendario giocatore e allenatore del rugby aquilano e azzurro ha iniziato infatti il suo progetto di alta formazione dei giovani delle under 8, 10, 14, 16 e 20 circa tre settimane fa nella struttura sportiva di Centi Colella.
 
Un disegno che, inizialmente, vedeva inclusa anche la 1936, la storica formazione appena retrocessa dal massimo campionato d’Eccellenza al culmine di una serie di campionati fallimentari sul piano economico e tecnico.
 
Il piano di Supermas prevedeva un consiglio sportivo aperto, formato da ex giocatori e dalla Old, ma ha incontrato molti ostacoli nel suo cammino, fino a qualche settimana fa, quando nel riserbo che lo contraddistingue Mascioletti è tornato ad allenare i giovani neroverdi.
 
Nonostante l’appoggio incondizionato della ex vice presidente dell’Aquila 1936 Marzia Frattale e del socio nonchè componente del consiglio d’amministrazione Eliseo Iannini, entrambi dimissionari in tempi diversi, il progetto tecnico non ha mai visto la luce.
 
Dopo tanto silenzio, anche Mascioletti era tornato a parlare lo scorso aprile, affidando a una lettera aperta il suo sfogo e imputando “alle persone cui è stata demandata la gestione tecnico-sportiva de L’Aquila Rugby 1936, un comportamento ambiguo, nonostante l’approvazione pubblica del progetto”.
 
Un riferimento implicito che sembrava indirizzato all’allora direttore generale Massimiliano Placidi, che si è dimesso pure lui, e al responsabile marketing Marco Molina, ancora in società.
 
Le stesse persone venivano accusate dall’ex gloria neroverde di “aver fatto il vuoto intorno a loro, allontanando dalla società tutti quegli aquilani che avevano dato la disponibilità a collaborare, tra i quali il sottoscritto e i vari Perrotti, Cavallo, Alfonsetti, Di Cesare, Desiati, Di Marco, e non solo questi, tutte persone che ritengo siano un patrimonio tecnico della città”.
 
Il progetto è tornato d’attualità anche nei giorni scorsi, oggetto di schermaglie tra Iannini, ormai ex componente del cda, e il neo presidente Augusto Iovenitti, accusato da quest’ultimo di aver abbandonato definitivamente l’iniziativa di Mascioletti e di essere “l’ultimo della classe” in fatto di rugby a dispetto della nomina.
 
Il patron neroverde si è difeso spiegando di “non avere denaro” per portare avanti un disegno così “dispendioso” che potrebbe essere ripreso in futuro, in un discorso più ampio che vedrebbe la riunificazione delle due realtà della Polisportiva e della 1936, una chimera di cui si parla da anni ma che non si è mai riuscita a concretizzare.
 
Un rifiuto che invece non c’è stato da parte della Polisportiva che da giorni è al lavoro agli ordini di Mascioletti. Marianna Galeota