L’AQUILA – L’Aquilano Andrea Masi, estremo della Nazionale di rugby, torna a fare la differenza anche in questo Sei Nazioni 2013.
L’Italia esce sconfitta 18-11 nel match di domenica scorsa con gli inglesi, ma è una Nazionale che ragiona e non perde la testa, usa nervi e cuore mettendo i padroni di casa in seria difficoltà, arrivando a un passo da una vittoria storica in casa di chi il gioco del rugby lo ha inventato.
Eletto ancora una volta man of the match, l’ex neroverde ‘Masò’ definito ‘cuor di leone’ dai giornalisti d’Oltremanica per la sua prestazione che ammutolisce Twickenham, è protagonista indiscusso sul campo.
Con ottime giocate l’aquilano è ovunque, attacca e difende senza sosta. Puntuale nei placcaggi, è suo il salvataggio da una meta di Flood praticamente già fatta, dopo un’azione multi fase dei padroni di casa.
Con questi numeri Masi potrebbe candidarsi ancora una volta tra i migliori di questo Sei Nazioni e aspirare a essere il numero uno tra i suoi colleghi europei.
“Sinceramente non penso a questo – spiega Andrea ad AbruzzoWeb – ora il mio unico obiettivo è quello di far bene nella partita di sabato prossimo con l’Irlanda”.
Aveva detto che l’Italia avrebbe dovuto ritrovare energia, aggressività e cuore, dopo le sconfitte con Scozia e Galles e i compagni di squadra non hanno deluso le sue aspettative.
“Sono davvero molto soddisfatto, abbiamo ritrovato le motivazioni e la grinta necessarie per far bene – dice – Abbiamo tenuto testa alla squadra più forte del mondo che vanta una difesa tra le migliori mai viste. Peccato per i calci e per la meta mancata nel finale, dopo il nostro assalto. Avremmo potuto pareggiare i conti, ma non era uno schema organizzato, ed è finita come è finita”.
Gli azzurri, insomma, si fermano a un passo dalla vittoria, un passo lungo 5 metri, quelli che sono mancati per arrivare oltre la linea di meta inglese, nonostante un secondo tempo sempre in attacco.
“Siamo comunque contenti – prosegue Masi, con una voce mista tra orgoglio e rimpianto – perché abbiamo ritrovato i fondamentali che ci sono mancati nelle precedenti partite: aggressività, fisicità e una buona difesa”.
Buone la prestazioni con i colossi francesi e inglesi, tiepide quelle con Scozia e Galles, gli Azzurri tirano fuori gli artigli e il carattere nelle situazioni più difficili. “È un limite dei latini – puntualizza – anche la Francia soffre della nostra stessa sindrome: quando si parte favoriti spesso non si dà il meglio, al contrario si lotta molto di più nelle partite considerate perse”.
Contro la nazionale inglese, Andrea, centro dei London Wasps, dice di essersi sentito a casa e di aver ricevuto complimenti da molti colleghi d’Oltremanica: “Molti tifosi dei Wasps e della Nazionale inglese mi hanno inviato tantissimi messaggi, anche su Twitter. Sono felice del calore che mi dimostrano”.
“Mi trovo molto bene a Londra, è un’esperienza davvero meravigliosa. Adoro giocare in Inghilterra: una mentalità totalmente diversa. Sarò nei Wasps ancora un altro anno, poi spero di poter rinnovare il contratto per il 2015″ conclude l’aquilano.






