L’AQUILA  – Ci sono storie che meritano di essere raccontate dalla fine. Come quelle di una folla in festa per il cucchiaio di legno spezzato dopo la vittoria di ieri dell’Italia sulla Scozia, degli eroi azzurri in tripudio sul palco del terzo tempo village nello Stadio dei Marmi, di tifosi britannici e italiani  mescolati e uniti dal sapore delle birre a fiumi che, a fine match, hanno rinfrescato le ugole di vinti e vincitori.

E poi c’è quella di Giovambattista Venditti, coccolato ed acclamato come una star: due mete in due incontri all’Olimpico. Niente male per il giovane rugbista di Avezzano che dopo essere andato a segno contro i maestri inglesi all’esordio nel Sei Nazioni ieri ha messo a segno la meta decisiva nella vittoria per 13 a 6 contro la Scozia.

A fine gara, durante la grande festa nell’area terzo tempo, quando lo speaker lo ha annunciato sul palco il ruggito della folla era pari a quello che lo ha accompagnato in mezzo ai pali dentro l’Olimpico e dopo la passerella sul palco di tutti gli atleti,  tutti volevano stringere e abbracciare il giovani dalle mani d’oro, che con voglia e passione ha raggiunto un sogno che oggi è quello di tutta l’Italia. Vincere al Sei nazioni, almeno per ora, è ancora un rarità, e gli azzurri hanno il diritto di godersi questo momento fino in fondo.

E lui, Venditti, più firmava autografi e più arrivavano biglietti della partita e palloni da marchiare con il suo timbro; sembrava che tutto l’Olimpico lo stesse aspettando nel retropalco del terzo tempo per fare una foto con l’eroe del giorno. E lui, Venditti, aveva lo sguardo un po’ confuso e allegro di chi forse non è abituato a tanta popolarità, ma ha tutto il tempo per poterlo fare. 

Poco prima sul prato dell’Olimpico l’Italrugby riusciva a battere la Scozia al termine di un match intenso ma non spettacolare, con Parisse e Castrogiovanni sugli scudi a guidare il XV verso un successo che ha permesso di non mettere in  bacheca l’ennesimo cucchiaio di legno (il ‘trofeo’ che viene assegnato agli ultimi del 6 Nazioni).

E un altro brivido è corso sulle schiene degli amanti del rugby quando lo speaker nello stadio ha salutato la leggenda del rugby aquilano Massimo Mascioletti: gli oltre 70 mila dell’Olimpico hanno risposto con un un lungo applauso che ha fatto da preludio a una giornata che di emozioni e di adrenalina ne avrebbe regalate a raffica.