TERAMO – È una casa con un bel giardino realizzata per accogliere persone disabili e si chiama “Casa rosa” la prima struttura del progetto “Dopo di noi” che sarà inaugurata domani a Roseto degli Abruzzi (Teramo) con una cerimonia ufficiale in programma alle ore 10.30.
È realizzata completamente su un piano terra unico nel quale sono distribuite tutte le funzioni in modo da garantire una casa accessibile e confortevole, un ambiente familiare dove vivere una vita da adulti, sviluppare al massimo grado l’autonomia e agire secondo il modello di vita indipendente.
Il progetto “Casa rosa” è una comunità alloggio per disabili e si pone tra le prime della regione Abruzzo in un quadro di forte bisogno rispetto ai disabili adulti che hanno perso i genitori.
“I servizi alla persona sono una tradizione forte nel nostro comune e questa struttura è un nuovo fiore all’occhiello per l’intera collettività – ha detto il sindaco, Franco Di Bonaventura nel corso della conferenza stampa – la filosofia alla base del progetto ha permesso a “Casa rosa” di ottenere un punteggio molto alto nel bando del Ministero del Welfare che ha finanziato l’opera premiando in particolare la collocazione in una zona della città particolarmente servita”.
La casa è localizzata a Roseto Sud, vicino al Palasport, ai campi da tennis e alla piscina coperta, nei pressi anche un cine-teatro, diversi centri commerciali e una buona viabilità di accesso al lungomare.
La struttura, oltre allo spazio di socializzazione, si compone di sei stanze da letto, il blocco delle attività motorie di riabilitazione, la mensa, la lavanderia, un magazzino e lo spazio ricreativo che da’ direttamente sul giardino.
La superficie interna è di circa 1.200 mq, l’area del lotto dove sorge è di 4.400 mq.
“Con il Piano di Zona – aggiunge il vice sindaco, Teresa Ginoble – abbiamo investito molte risorse per mantenere il disabile in società ed evitare l’istituzionalizzazione per realizzare l’integrazione scolastica, l’ inserimento lavorativo e il recupero delle capacità residue”.
“Oggi – conclude la Ginoble – il bisogno emergente è quello di garantire l’integrazione e la socializzazione, quando la famiglia naturale viene a mancare. Per questo abbiamo voluto realizzare ‘Casa rosa’”.




