SULMONA – Diverbio tra la senatrice di Forza Italia Paola Pelino e il consigliere regionale del Partito democratico Camillo D’Alessandro sull’incendio che ormai da 7 giorni sta distruggendo il monte Morrone.
La senatrice attacca la governance regionale e annuncia la richiesta di invio della commissione Ambiente della camera alta, il consigliere si limita a replicare con altrettante critiche senza rispondere, però, nel merito.
“Alla ripresa dei lavori parlamentari chiederò al presidente del Senato, Pietro Grasso, e al presidente della commissione Ambiente, Giuseppe Marinello, di voler predisporre un sopralluogo in Abruzzo della stessa commissione di palazzo Madama – ha annunciato la Pelino – per verificare gli ingenti danni causati dall’incendio devastante sul monte Morrone, che ha bruciato gran parte del patrimonio boschivo e ha lambito le abitazioni a ridosso di Sulmona”.
“Danni che si sarebbero potuti tranquillamente evitare con interventi più efficaci e meno tardivi – ha poi polemizzato – A nulla serve, ora, annunciare provvedimenti su un rimboschimento che non potrà avvenire prima di 5 anni”, ha aggiunto la senatrice polemizzando con la strategia del presidente, Luciano D’Alfonso.
“Qualcuno che ha precise responsabilità – ha concluso – tenta in questo modo di trovare impossibili soluzioni a problemi che lui stesso, per evidente incapacità, ha creato”.
Su Facebook, la Pelino ha aggiunto ulteriori strali: “La visita del presidente della Regione, di assessori ed altri si è rivelata una mera passerella, solidarietà a sfondo squisitamente elettorale – ha rincarato – Se veramente avessero avuto a cuore quanto accaduto, l’incendio si sarebbe spento in un solo giorno! Vergogna!”.
Ma per D’Alessandro, “la parlamentare Paola Pelino, irrintacciabile per anni come deputata dell’Abruzzo, non pervenuta oggi la sua azione sull’emergenza incendio, non sa fare altro che invitare a vergognarsi chi sta lavorando per risolvere il problema”.
“Ma cosa ancora peggiore, dopo il silenzio di tutti questi anni da nominata parlamentare – ha aggiunto – ha sostenuto che il fuoco poteva essere spento in un solo giorno, in sfregio a chi sta buttando l’anima per domare un incendio innescato da mani criminali”.
“Il suo massimo sforzo è stato produrre un post e un comunicato stampa, salvo poi tornare nelle stanze dorate di Roma con buona dose di aria condizionata”, ha concluso.




