ROCCASCALEGNA – Si è spento all’età di 80 anni l’artista Sebastiano Antonio De Laurentiis, a tutti noto come “Capobianco”. “L’artista della terra” ha combattuto, per gli utlimi due anni, contro un tumore che alla fine lo ha strappato all’affetto dei suoi famigliari e della sua comunità.

Figlio della sua amata Majella, De Laurentiis nasce a Roccascalegna (Chieti) nel 1938. Esordisce alla Quadriennale di Roma a soli ventuno anni, proiettandosi nel panorama internazionale in un continuo confronto con artisti come Fazzini, Gentilini, Kounellis, Schifano, Pascali, Festa. Diverse le mostre in cui sono state esposte sculture, grafiche e acqueforti risalenti a tale periodo. 

Dal 1996, De Laurentiis torna a casa, alle sue origini, conservando la sua indole ribelle, testimonianza del fatto che nulla è più sovversivo del restare fedeli a quello che si è, soprattutto se ci si riconosce come parte integrante di quella natura che è anima ed essenza di tutte le cose. 

E i luoghi della Madre Majella e della Val di Sangro sono così diventati un museo all’aperto, pieni di opere dell’artista, fatti di terra brulla, aspra, sincera dalle tonalità del marrone, del verde, del grigio.

In questa sua terra ha vissuto fino all’ultimo giorno, circondato dall’affetto della famiglia, della sorella e dei nipoti, a cui era incredibilmente legato e che lo ha accudito fino alla fine.

De Laurentiis, proprio domani, avrebbe dovuto partecipare all’inaugurazione della mostra a Celano 20,40,60,80. Ed era atteso in virtù dei quell'”80″, che indicava la sua età. Era presidente dell’Associazione Arte e Natura.

Obiettivo dell’associazione quello di immergere l’arte in un ambiente naturale specifico, tra quei comuni che si incontrano lungo i fiumi Sangro e Aventino. Territori immersi nel verde dei boschi, formati da piccole rocche medievali.

“Roccascalegna perde un suo grande figlio – dice il sindaco Domenico Giangiordano ad AbruzzoWeb -. La comunità saluta il grande artista del territorio, colui che sapeva riconoscere l’arte nella natura”. 

“‘Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti’. Altino – dice il sindaco Vincenzo Muratelli -, attraverso i versi di Pavese, tratti dal Romanzo la Luna e i falò, saluta il maestro Capobianco e tutto ciò che lui ha saputo donare a noi attraverso il suo talento, la sua sensibilità e il suo amore per la natura e la sua terra. Riposa in pace Maestro e grazie di ciò che ci hai lasciato in eredità.  A noi il privilegio di godere di tanta bellezza e la responsabilità di custodire il grande patrimonio artistico che hai donato a tutto il nostro territorio”.

Ed è per Altino che l’artista costruì la “Casa del Peperone dolce”, struttura interamente realizzata con materiali naturali, estratti dalla terra. Il progetto di un Museo del Peperone prese spunto proprio da un’idea di Sebastiano De Laurentiis. L’artista realizzò una casa in miniatura, rivestita di peperone rosso, alla quale si arrivava seguendo un percorso di peperoni che si snodavano dalla piazza attraverso il paese. 

“Qualche giorno fa, con circa una quindicina di sindaci del territorio ci siamo incontrati per discutere del progetto del restauro delle sue opere, che continueremo a portare avanti – spiega il sindaco di Roccascalegna -. Era un progetto a cui lui teneva particolarmente, impossibile stimare quante siano le opere che ha donato ai nostri paesi, da queste parti ogni angolo di strada racconta di lui”.

I funerali si svolgeranno domani mattina alle 10.30, presso la chiesa dei Santi Cosimo e Damiano a Roccascalegna. (a. cal)