ROCCA DI CAMBIO – “È cosa difficile, per il sindaco Gennaro Di Stefano, attenersi a regole di imparzialità e buona amministrazione, visto che la sua persona deve tutelare, allo stesso tempo, interessi pubblici, in quanto sindaco, privati, in quanto dirigente della società Campo Felice, e suoi propri, in quanto affittuario di un locale commerciale della società Campo Felice?”.

È quanto si domanda in una nota il gruppo di minoranza del Comune di Rocca di Cambio (L’Aquila), che ha fatto ricorso al T.a.r impugnando una delibera di Consiglio in cui la maggioranza “ha votato – si legge – una rettifica ad una deliberazione dell’amministrazione precedente, peraltro già approvata dagli Usi Civici della regione Abruzzo, per concedere alcuni terreni di proprietà del Comune di Rocca di Cambio, gravati di uso civico, alla Campo Felice S.p.A., per la realizzazione di locali funzionali alla stazione”.

“La maggioranza – continua – capitanata dal ‘sindaco-direttore’, delibera un abbassamento del prezzo di concessione annuale rispetto a quanto stabilito dalla scorsa Amministrazione, determinando così una riduzione pari a 2/3 dell’introito nelle casse comunali. È evidente l’agevolazione che si concede alla Società a scapito del Comune”.

“Il ricorso riguarda il conflitto d’interessi del sindaco e di altri consiglieri comunali che hanno in essere rapporti imprenditoriali e di lavoro con la stazione Campo Felice e hanno disatteso l’obbligo di astensione dalla votazione della suddetta deliberazione dettato dall’art.78 del T.U. degli Enti Locali 267/2000 e s.m. sulla incompatibilità dei consiglieri. L’art. 78, appunto, impone agli amministratori un comportamento che si basi sull’imparzialità e sul principio di buona amministrazione”.

La nota si conclude con un interrogativo dei consiglieri. “È accettabile questo modo di governare?”.