L’AQUILA – Un tour di 28 giorni in sette regioni per ascoltare i territori e verificare lo spazio eventuale per un nuovo progetto politico, che potrebbe chiamarsi ‘Italia del domani’.
Lo annuncia Marco Rizzo all’Ansa, in vista della presentazione del libro ‘Una biografia di periferia’, domani all’Aquila (Qui il link)
Il giro parte dopo la frattura con Francesco Toscano in Democrazia sovrana popolare, formazione nata dall’esperienza di Italia sovrana e popolare, la lista presentata alle Politiche del 2022, e trasformata in partito nel 2024, con Toscano presidente e Rizzo coordinatore nazionale.
Lo scontro è emerso al congresso straordinario di Roma di domenica scorsa, al quale Rizzo non ha partecipato.
Toscano ne ha chiesto le dimissioni, contestandogli l’avvicinamento a Roberto Vannacci.
Rizzo non scioglie il nodo: “Questo lo vedremo”. E ridimensiona il peso dell’assise: “Nel 1990 gli iscritti ai partiti erano sei milioni, oggi sono meno di cinquecentomila. Contano le idee, le prospettive e le traiettorie, non i piccoli numeri di un’assemblea di 280 persone”.
Alla base della rottura, spiega, c’è anche la linea politica: “Il tema dell’immigrazione e della sicurezza è fondamentale – sottolinea -. L’Africa deve essere lasciata agli africani, senza sfruttare quei Paesi, ma in Italia dobbiamo tutelare i cittadini. La sicurezza colpisce soprattutto le classi più deboli, gli anziani, le donne e i bambini”.
“Chi affronta questi argomenti – aggiunge – rischia di essere definito di destra, ma io ho le spalle larghe e non voglio eludere il problema”.
Di qui la scelta di un confronto in giro per la Penisola.
“Ad agosto – spiega – attraverserò sette regioni per sentire cosa pensa la gente e chiuderò in Sardegna il 25. Mentre gli altri fanno le ferie, io andrò in giro per il Paese”.
Tra le tappe Marina di Pietrasanta, Sabaudia, con un confronto con Gianni Alemanno, Pietralunga e Porto Rotondo.
“Credo che il conflitto tra popolo ed élite diventerà sempre più stringente e farà sciogliere molti nodi. Nel giro di un anno potrebbe determinarsi un quadro politico nuovo”, aggiunge Rizzo.
L’obiettivo è “impedire il declino dell’Italia”: “Serve un’Italia del futuro, un’Italia del domani”. E ‘Italia del domani’ potrebbe essere anche il nome del nuovo progetto.




