L’AQUILA – Summit di FdI, a sorpresa, ieri pomeriggio all’Aquila prima dell’inizio della Perdonanza alla presenza dello stato maggiore del primo partito italiano e della Regione Abruzzo.

Secondo quanto si è appreso, è naufragato l’ennesimo tentativo di comporre la guerra tra l’assessore al Bilancio e medico chirurgo Mario Quaglieri e il capogruppo in consiglio regionale, Massimo Verrecchia.

Presenti, tra gli altri, oltre a Quaglieri, il presidente della Regione, Marco Marsilio, i senatori Etel Sigismondi, segretario reginale di FdI, e Guido Liris, il deputato Guerino Testa, tutti i consiglieri regionali e i segretari provinciali di Teramo e L’Aquila.

Sul tavolo, per lunghi tratti molto teso e litigioso, gli articoli che stanziano  350.000 euro per gli interventi di adeguamento e ripristino della piscina del Comune di Lecce nei Marsi, un contributo straordinario in favore del Comune di Avezzano di  300.000 euro per il consentire il completamento degli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione del complesso monumentale “Aia dei Musei”, 50 mila euro al comune di Secinaro per l’ampliamento del cimitero comunale, mediante la realizzazione di nuovi loculi. Tre comuni sui 305 che ci sono in Abruzzo, e tutti e tre considerati roccaforti elettorali dell’ex sindaco di Trasacco e medico chirurgo.

Emendamenti bocciati dall’intero gruppo consiliare guidato dall’ex capo di gabinetto del governatore Marsilio.

Al termine, Quaglieri al centro delle critiche tra gli altri dei consiglieri regionali, avrebbe rifiutato la proposta di mediazione incentrata sul rinvio a settembre in un provvedimento ad hoc che contempli finanziamenti anche ad altre amministrazioni.

Alla fine, dopo liti accese, Marsilio avrebbe imposto, in un clima di insoddisfazione generale, il ritiro delle firme dei consiglieri alla bocciatura degli emendamenti.

Se ne riparlerà nella riunione di maggioranza del 26 agosto e nella seduta dell’assemblea del giorno successivo che a questo punto si annuncia a dir poco infuocata vista la certificazione della spaccatura tra i meloniani.

E c’è, in seno a FdI, chi assicura che non è scontato che le commesse vengano rispettate.