GROSSETO – Altri cinque cadaveri, una donna e quattro uomini, sono stati rinvenuti a bordo della Costa Concordia.

Si trovano nella parte di poppa sommersa della nave affondata venerdì notte, nei pressi di un punto di raccolta completamente sommerso, vicino a quello dove domenica erano stati recuperati il pensionato Giovanni Masia e lo spagnolo Guillermo Gual.

Nelle prossime ore si procederà all’identficazione delle vittime.

Le cinque vittime sono persone tra i 50 e i 60 anni e indossano tutte i giubbotti salvagente.

Lo ha annunciato ufficialmente il comandante della Guardia costiera Filippo Marini.

I sommozzatori hanno già avviato le operazioni di recupero dei corpi. Sale così a 11 il bilancio dei morti accertati del naufragio, mentre di conseguenza scende a 24 il bilancio ufficiale dei dispersi.

I soccorritori stanno continuando a lavorare attorno e dentro al relitto della nave, nel tentativo di recuperare quanti ancora mancano all’appello.

Sommozzatori e palombari si immergono senza sosta e in campo ci sono anche gli incursori della Marina che hanno piazzato cariche esplosive in alcuni punti dello scafo per aprire dei varchi che permettano di raggiungere le parti ancora non ispezionate.

La speranza è che le persone ancora non trovate possano essere vive, magari in qualche compartimento non invaso dall’acqua o invaso solo parzialmente.

Intanto, intervenendo a Canale 5 e Radio1Rai, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha sottolineato che “bisogna fare in fretta perché le condizioni meteoclimatiche stanno per cambiare e anche per evitare rischi ambientali”.

Secondo il ministro, infatti, sarebbe “molto elevato” il rischio che a causa di uno spostamento del relitto sul fondale determinato dalle correnti marine si possano rompere i serbatoi del carburante prima che questo venga aspirato e messo in sicurezza. Operazione che però avverrà solo dopo aver dato la precedenza alla ricerca delle persone ancora mancanti all’appello.

Non ci sono al momento conferme sull’ipotesi avanzata dal quotidiano La Stampa di una lista segreta da cui emergerebbe che il numero dei dispersi si aggiri invece attorno a 40 tra passeggeri e membri dell’equipaggio.

Lunedì era giunta la conferma che tra le persone di cui non si ha più notizia, bisogna aggiungere dieci tedeschi di cui inizialmente non si era avuta notizia. Oltre a loro, mancano all’appello una barista di bordo peruviana, quattro francesi, oltre ai sei italiani, tra i quali William Arlotti, di Rimini, con la piccola Daiana, la figlia di cinque anni.

LA POSIZIONE DEL COMANDANTE SCHETTINO

Nel frattempo, è cominciata l’udienza del comandante Francesco Schettino davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio, nella quale si deciderà dell’eventuale convalida del fermo disposto a suo carico con le accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono di nave.

Il comandante Schettino ieri al suo avvocato aveva manifestato il proposito di rispondere alle domande che gli sarebbero state formulate dal giudice di Grosseto per chiarire la propria posizione.

L’ufficiale, secondo il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, intervenuto sul Gr1, “rischia fino a 15 anni di carcere”.

LE TELEFONATE TRA SCHETTINO E LA CAPITANERIA DI PORTO

Agli atti delle indagini anche le telefonate tra il comandante della Concordia e la Capitaneria di porto. 

La prima telefonata della Capitaneria Schettino la riceve alle 00:32.A quell’ora secondo alcuni testimoni il comandante a quell’ora si sarebbe già messo in salvo sulla scogliera.

Gli viene chiesto quante persone sono ancora a bordo. Schettino risponde 2-300, cioè, come sottolinea una fonte qualificata dell’Ansa, sostiene che sarebbero state già evacuate 4 mila persone dopo soli 40 minuti dall’abbandono nave.

Ma è una cifra che ripete più volte nel corso della telefonata.

“Ora torno sul ponte – assicura alla Capitaneria – Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo”.

“Rimarrà solo lei?”, chiedono dalla sala operativa, “Credo di rimanere solo io”, replica Schettino.

Alle 00:42 una nuova telefonata. La sala operativa della Capitaneria chiede quante persone devono ancora essere evacuate.

Schettino risponde: “Ho chiamato la società e mi dicono che ci sono un centinaio di persone”.

In realtà l’evacuazione è ancora nel pieno svolgimento, se non all’inizio: “Io sto coordinando – assicura Schettino all’ufficiale della Capitaneria. Ma pochi secondi dopo si lascia scappare prima la frase – Non possiamo salire più a bordo perché stava appoppando”. E poi: “Abbiamo abbandonato la nave”.

È a quel punto che l’ufficiale della guardia costiera comincia a sospettare che Schettino abbia lasciato ad altri il coordinamento dell’evacuazione e si sia messo in salvo: “Comandante, ha abbandonato la nave?”, gli chiede. Schettino svelto ritratta: “No, no, macché abbandonato la nave”.

All’1:46 le comunicazioni si fanno più concitate, l’ufficiale della Guardia costiera, il comandante Gregorio Maria De Falco, alza la voce, e cerca di scuotere il comandante.

De Falco: “Sono De Falco da Livorno, parlo con il comandante?”
Schettino: “Sì, buonasera comandante De Falco”
De Falco: “Mi dica il suo nome per favore”
Schettino: “Sono il comandante Schettino, comandante”
De Falco: “Schettino? Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C’è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione comandante Schettino…”
Schettino: “Comandante le dico una cosa…”
De Falco: “Parli a voce alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?”
Schettino: “In questo momento la nave è inclinata…”
De Falco: “Ho capito. Ascolti: c’è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. È chiaro? Guardi, Schettino, che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto… veramente molto male… le faccio passare un’anima di guai. Vada a bordo, cazzo!                                 Schettino: “Comandante, per cortesia…”
De Falco: “No, per cortesia… lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo…”
Schettino: “Io sto andando qua con la lancia dei soccorsi, sono qua, non sto andando da nessuna parte, sono qua…”
De Falco: “Che sta facendo comandante?”
Schettino: “Sto qua per coordinare i soccorsi…”
De Falco: “Che sta coordinando lì? Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Lei si rifiuta?”
Schettino: “No no non mi sto rifiutando”
De Falco: “Lei si sta rifiutando di andare a bordo comandante? Mi dica il motivo per cui non ci va?”
Schettino: “Non ci sto andando perché ci sta l’altra lancia che si è fermata…”                                                                                                 De Falco: “Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, adesso comando io. Lei vada a bordo! È chiaro? Non mi sente? Vada, mi chiami direttamente da bordo. Ci sta il mio aerosoccorritore lì”           Schettino: “Dove sta il suo soccorritore?”
De Falco: “Il mio soccorritore sta a prua. Avanti. Ci sono già dei cadaveri, Schettino”
Schettino: “Quanti cadaveri ci sono?”
De Falco: “Non lo so.. Uno lo so. Uno l’ho sentito. Me lo deve dire lei quanti ce ne sono, Cristo”
Schettino: “Ma si rende conto che è buio e qui non vediamo nulla …”                                                                                                                De Falco: “E che vuole tornare a casa, Schettino? È buio e vuole tornare a casa? Salga sulla prua della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora!”                                                                                  Schettino: “(…) Sono assieme al comandante in seconda”
De Falco: “Salite tutti e due allora. (…) Lei e il suo secondo salite a bordo, ora. È chiaro?”
Schettino: “Comandà, io voglio salire a bordo, semplicemente che l’altra scialuppa qua… ci sono gli altri soccorritori, si è fermata e si è istallata lì, adesso ho chiamato altri soccorritori…”
De Falco: “Lei è un’ora che mi sta dicendo questo. Adesso va a bordo, va a B-O-R-D-O! E mi viene subito a dire quante persone ci sono”
Schettino: “Va bene comandante”
De Falco: “Vada, subito! E con 100 persone ancora a bordo lei abbandona la nave?”.