L’AQUILA – “Nei giorni scorsi il Governo ha ufficialmente comunicato alla Commissione europea il ritiro della notifica per l’istituzione della Zona franca urbana nel Comune dell’Aquila. Si chiude così tristemente una vicenda che ha visto la città letteralmente presa in giro”.

Lo ha reso noto noto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, vibrando un colpo a due suoi avversari storici su questo terreno, il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.

Quest’ultimo, tra l’altro, a maggio sarà anche competitor di Cialente per la fascia tricolore del capoluogo, e il tormentone zona franca sì-zona franca no da mesi è diventato un anticipo di campagna elettorale, che ora si scatena del tutto.

Alla replica stringata e ironica di Chiodi in una nota, “Il De Minimis non sono soldi del Monopoli!”, infatti, si aggiunge quella fiume di De Matteis, che rispondendo ad AbruzzoWeb accusa il sindaco: “Sulla Zfu sapeva tutto e ora confonde e mistifica soltanto”.

CIALENTE: ”E’ FINITA LA FARSA DELLA ZONA FRANCA”

“È questo dunque – ha proseguito il primo cittadino – il mesto epilogo di una farsa che si è consumata attraverso televisioni e giornali, grandi rassicurazioni, polemiche infinite con il Comune dell’Aquila e che ha visto come protagonisti negativi sia il presidente della Regione Chiodi che il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis. Questa presa in giro ci ha fatto perdere anni preziosi, causando al nostro sistema economico un danno enorme che si è aggiunto al totale abbandono della nostra città da parte del governo Berlusconi”.

“Il ritiro della notifica – ha dichiarato ancora Cialente – si è reso necessario perché, senza questo atto, sarebbe stato impossibile poter avviare l’utilizzazione dei 90 milioni di euro, recuperati attraverso un nostro emendamento parlamentare, per l’istituzione del regime del ‘de minimis’. Strumento, questo, che avremmo potuto ottenere già tre anni fa se, per l’appunto, non si fosse perso tempo con mendaci rassicurazioni e mirabolanti promesse legate alla zona franca”.

“Adesso invece, finalmente, si può partire – l’auspicio – Ritengo di poter affermare con assoluta oggettività che questa penosa vicenda si è conclusa soprattutto grazie all’impegno del Consiglio comunale che, recandosi in blocco a Bruxelles, ha chiarito tutti gli aspetti della questione e posto fine al teatrino messo in scena dal presidente Chiodi e dal vice presidente del Consiglio regionale De Matteis, i quali, diversamente, avrebbero trascinato ancora a lungo questa sceneggiata per meri motivi politico- elettoralistici, facendoci perdere altro tempo prezioso”.

“Questo triste epilogo – ha concluso il sindaco Cialente – è la dimostrazione di come, purtroppo, a volte bisogna alzare la voce per far valere i diritti e per far emergere la realtà dei fatti, scoperchiando pentoloni che, per ovvie ragioni, altri tengono a tenere chiusi con ipocriti richiami a una concordia sotto la quale coprire bugie, inefficienze e  prese in giro ai danni dei cittadini”.

Lo scorso 31 gennaio in un’intervista a questo giornale Cialente aveva affermato: “È necessario che il governo ritiri la notifica della zona franca urbana, che è stata bocciata. A quel punto potremo immediatamente partire”.

LE REAZIONI


CHIODI: ”IL DE MINIMIS NON SONO SOLDI DEL MONOPOLI”

“Mi spieghi Cialente quale differenza potrebbero subire le imprese se invece di beneficiare di contributi afferenti alla ‘Zona franca’ potranno beneficiare di contributi ‘de minimis’? Non penserà mica che i primi sono ‘fiche’ del Monopoli e i secondi soldi veri?”.

È il commento del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, alla nota polemica del sindaco uscente dell’Aquila che ha dato la notizia del ritiro della notifica alla Ue da parte dell’esecutivo di Mario Monti.

“Caro sindaco Cialente – dice Chiodi – questa confusione smarrisce e, come ho avuto già modo di dirti, non fa bene a chi si aspetta notizie di prospettiva, che diano speranza: sono pronto a confrontarmi nel merito delle cose, ma le polemiche sulle falsità vanno fermamente respinte”.

Chiodi ricorda anche che “con il presidente Berlusconi abbiamo inserito la norma nel decreto Abruzzo (articolo 10) e poi raddoppiato la dotazione finanziaria da 45 a 90 milioni”.

DE MATTEIS: ”CIALENTE SAPEVA TUTTO, ORA MISTIFICA E CONFONDE”

“Ancora una volta devo rispondere al sindaco della mistificazione e della confusione, tratto ormai distintivo dell’amministrazione Cialente”.

È un vero e proprio sfogo quello del presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, chiamato in causa nella nota del primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, che ha annunciato il ritiro della notifica della zona franca urbana alla Ue da parte del governo.

“La zona franca urbana – ricorda De Matteis – è stata inserita all’interno del decreto Abruzzo su proposta dei senatori del Partito democratico Franco Marini, Giovanni Legnini e Luigi Lusi. Quest’ultimo, prima del viaggio di Cialente a Bruxelles, ricordò in conferenza stampa all’Aquila con grande enfasi questo merito. Quindi il governo ha trasmesso a Bruxelles una richiesta voluta dal Pd, partito del sindaco, e supportata dall’intero Parlamento”.

Una norma che, per De Matteis, “doveva essere a conoscenza sia del Pd che del sindaco, che fa finta di non ricordare d’aver votato nella finanziaria 2008, passata nel 2007, quando lui era ancora in parlamento, il famoso de minimis per le aziende operanti in zona franca urbana”.

“Lasciato solo da Cialente e dai suoi amici – accusa – il sottoscritto è andato a difendere questa misura, 90 milioni per le piccole aziende aquilane, che evidentemente nessuno riteneva e ha ritenuto per ben due anni che fosse necessario sostenere, al contrario del sottoscritto”.

Quanto alla scelta “de minimis”, 200 mila euro all’anno per tre anni di sgravi fiscali per le piccole nuove aziende e per quelle già esistenti, inserita nel decreto liberalizzazioni in discussione alla Camera,“è stata il frutto della contrattazione avvenuta a Bruxelles tra ministero per lo Sviluppo economico, rappresentanza diploamtica italiana, Regione Abruzzo e direzione generale della Concorrenza del commissario Joaquin Almunia. Questi fatti – ricorda Gdm – sono agli atti dell’incontro del sottoscritto con i capigruppo del Consiglio comunale tenuto a ottobre 2011, e furono messi a conoscenza anche di Camera di commercio, sindacati, e dell’assessore Marco Fanfani, presente in rappresentanza del Comune in una seduta successiva”.

“La pateticità delle affermazioni di Cialente – attacca De Matteis – dovrebbe avere ben altro tipo di bersaglio, visto che a differenza sua, per me la difesa della città avviene non solo quando è necessario fare scena su televisioni e giornali, ma soprattutto quando è necessario portare a casa risultati concreti e non vendersi il lavoro fatto in maniera oscura ma significativa da altri, cosa che appartiene ormai al vissuto di Cialente, capace di innumerevoli danni che hanno sempre altra origine, mai la sua amministrazione”.

“Se difendere la città – conclude – significa aver perso i fondi della redazione del piano di ricostruzione in merito alle seconde case e alle attività produttive, se significa essere presi a schiaffi dal prefetto Franco Gabrielli in merito alla mancata applicazione della legge 77, se significa accettare l’onere di gestione del progetto C.a.s.e. senza alcuna contrattazione e a carico degli aquilani, se significa lasciare a operazioni selvagge la gestione dei 5 milioni di metri quadrati di aree bianche, se significa perdere i fondi comunitari e non saper neanche proporre un progetto sui fondi Fas, allora il sottoscritto preferisce difenderla in maniera diversa e mandare a casa un sindaco che fin troppi danni ha creato all’Aquila”. (alb.or.)