L’AQUILA – Dopo gli attacchi al Comune da Confindustria e Apindustria L’Aquila per l’inefficienza e i ritardi nell’erogazione dei fondi per il ristoro dei danni riscontrati a seguito del sisma, oggi arrivano le precisazioni dell’assessore alle Attività Produttive, Marco Fanfani.

Grande lo smacco ricevuto ieri, soprattutto con l’impietoso paragone effettuato con il Comune di Scoppito, dove le pratiche per gli indennizzi sono state liquidate in 120 giorni, con il mese di agosto di mezzo e con la metà del personale.

“Allo stato – ha dichiarato Fanfani – sono state istruite positivamente 2 mila e 200 richieste di indennizzo relative ad attività produttive, per un totale di circa 17 milioni di euro, mentre sono tuttora in corso di istruttoria, in quanto incomplete, 1.724 domande. Sono invece in liquidazione, tramite bonifico bancario, 500 pratiche, per circa 4 milioni e mezzo di euro. Quanto alle restanti richieste, in tutto circa 1.600, saranno liquidate entro la prima settimana di novembre”.

“Nel contempo – ha proseguito Fanfani – si provvederà ad acquisire le integrazioni per la definizione delle ulteriori istruttorie. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, del resto, le difformità di interpretazione con gli uffici regionali relativamente all’ordinanza della presidenza del consiglio dei ministri 3789, riguardante gli indennizzi alle imprese, ha determinato alcuni ritardi che crediamo, allo stato, siano superati.

L’assessore ha voluto inoltre ricordare che l’ultimo trasferimento di liquidità da parte della Regione Abruzzo, “senza il quale non si sarebbe potuto procedere” è stato effettuato in data 1 ottobre 2010.

“Appare ingeneroso – ha concluso l’assessore Fanfani – e di tutta evidenza nei suoi riscontri in termini di numeri e di dimensioni, con tutto il rispetto verso i Comuni citati, raffrontare e comparare la mole di lavoro del Comune di Scoppito, o degli altri citati nella nota, con quello dell’Aquila. Per quanto riguarda il settore delle Attività Produttive, in particolare, voglio segnalare che non vi è stato alcun aumento di organico, tranquillizzando così le scriventi associazioni di categoria in ordine a esuberi elettoralistici”.

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