L’AQUILA – Un controllo preventivo, una radiografia, una Tac o una consulenza-otorino, “avrebbero potuto evidenziare lo stato patologico della cavità sinusale”. Controllo che, però, non fu effettuato.

E per questo il Tribunale dell’Aquila ha condannato a un mese di reclusione, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento di duemila euro in separata sede (pena sospesa), un dentista aquilano, A.F.

Assolto, invece, un medico di Otorinolaringoiatra dell’ospedale San Salvatore, A.D.S.

Il caso in questione risale al 2013. Il dentista non avrebbe valutato correttamente le complicanze scaturite dall’installazione, in una paziente aquilana, difesa dall’avvocato Maria Teresa Di Rocco, di due impianti con rialzo del seno mascellare, ritardando “senza giustificato motivo” l’intervento chirurgico di rimozione che è stato eseguito da un altro dentista a dicembre 2013, quindi dopo tre mesi, per scongiurare una possibile encefalite. La donna, a seguito dell’installazione degli impianti, era stata colpita da sinusite purulenta.

La decisione, secondo i giudici, è motivata da un “difetto di diligenza e controllo delle condizioni della paziente da parte dell’imputato che omise di sottoporla a un attento controllo clinico e radiografico, per evidenziare criticità che avrebbero potuto comportare complicanze nel post operatorio.

Una preventiva radiografia, Tac o consulenza otorino avrebbero potuto evidenziare lo stato patologico della cavità sinusale che poi comportò lo sviluppo della sinusite purulenta che quindi si sarebbe potuta evitare”.