L’AQUILA – “Nessuna Provincia, viene prima l’unità dell’Abruzzo”.

Lo afferma il capogruppo del Partito democratico Camillo D’Alessandro anticipando ciò che proporrà in Consiglio regionale.

“La mia generazione con i campanili non centra nulla – prosegue D’Alessandro – anzi paga caro, sulla propria pelle e sulle prospettive del proprio futuro, il prezzo di una spesa insostenibile diventata debito proprio per mantenere in vita i campanili, di ogni genere”.

“O si fanno province che funzionano o meglio non fare nulla. La proposta uscita dal Cal, due Province, L’Aquila, Teramo e Chieti, Pescara ha senso se ulteriormente sviluppata e declinata nei sui particolari. Si scrivano patti istituzionali tra città e province prima della seduta del Consiglio regionale altrimenti le comunità locali non posso pretendere soluzioni da altri: tocca a loro”.

“Per me – prosegue – appare chiaro Pescara capoluogo della nuova provincia e Chieti capoluogo amministrativo,sede degli uffici periferici dello Stato. Speculare ragionamento deve essere fatto tra L’Aquila e Teramo. Il Capoluogo di Regione resta anche Capoluogo di provincia ed a Teramo si garantisce l’insediamento degli uffici pubblici. Se non si fanno accordi, non si fanno le Province, tra l’altro Enti inutili, svuotati di potere, in tal caso presenterò la richiesta di non precedere, non deliberando nessuna provincia, chiedendo al Governo nazionale di abrogarle tutte, in vista dell’annunciata riforma della Carta Costituzionale che rimettera’ in discussione l’articolazione e i poteri dello Stato, a partire dalle Regioni”.

“Quella – conclude – sarà la sede per la definitiva cancellazione delle Provincie. Meglio non fare nulla che cose che non funzionano. La storia insegna”.