L’AQUILA – La commozione del parroco di Santa Maria Paganica, don Renzo Narduzzi, è grande nel tornare nel ‘sua’ chiesa devastata dal sisma, ma poi si riempie di gioia nel sapere che a breve potrà di nuovo celebrare Messa.
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Il primo rito è previsto per mercoledì 15 dicembre alle 18, con la Messa celebrata dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari e dal vescovo ausiliare Giovanni D’Ercole. La chiesa torna ad accogliere i fedeli grazie ai lavori di copertura progettati e illustrati in una conferenza stampa dal vice commissario delegato per la tutela dei Beni culturali, Luciano Marchetti in collaborazione con il docente dell’Università di Venezia Salvatore Russo.
Per la prima volta è stato ideato un tetto provvisorio sorretto da un sistema di travi in resina che sono più resistenti dell’acciaio, ma meno pesanti. Il costo dell’opera, che sarà ultimato a breve, è di 200 mila euro circa. Quel poco che non è crollato, è stato messo in sicurezza dai vigili del Fuoco, per un costo di 100 mila euro stanziati dalla protezione civile. Questa mattina il vice commissario delegato per la tutela dei Beni culturali Marchetti ha illustrato i lavori. “Abbiamo sgomberato – spiega Marchetti – dalle macerie l’interno della chiesa che avevano raggiunto l’altezza di circa 3 metri. Successivamente grazie all’aiuto dei volontari abbiamo selezionato le macerie che serviranno per la ricostruzione”.
Oltre al culto, Santa Maria Paganica sarà utilizzata anche per il teatro.
Debutterà giovedì 16 dicembre alle 17,30 (dopo che alle 17 si terrà il cerimoniale), lo spettacolo ‘Glass trasparenze opalescenti’, una produzione del Teatro stabile di Innovazione L’Uovo, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento – assessorato alla Cultura, castello del Buonconsiglio, coordinamento teatrale Trentino, centro servizi culturali di Santa Chiara, Palazzo Roccabruna, Fondazione cassa di risparmio di Trento e Rovereto.
Lo spettacolo sarà replicato, sempre all’interno della chiesa, il giorno seguente alle 17 e alle 18,30. Il numero degli spettatori è a numero chiuso (per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 0862-1960851).
“Siamo onorati – afferma il presidente de L’Uovo, Ezio Rainaldi – in quanto bisogna osare per la ricostruzione. Portare la cultura in questo luogo sacro è un grande atto di coraggio”. Dello stesso parere è stato l’assessore comunale Stefania Pezzopane: “Anche la cultura è importante per la ricostruzione della nostra città. Dobbiamo cercare di rendere fruibile il centro, sia le chiese e sia i monumenti. Ho i brividi quando sento parlare di delocalizzazione della città. Non possiamo abbandonare il centro che è vita per tutti i cittadini”.
A margine della presentazione dei lavori di messa in sicurezza della chiesa, capoquarto, Marchetti ha ricordato che “per la vera ricostruzione ci vorranno oltre 8 milioni di euro. Attualmente non ci sono fondi anche perché non sono arrivate donazioni. Oltre a Santa Maria Paganica, non ci sono elargizioni per le chiese di San Marciano, Santa Maria di Roio, San Nicandro e San Marciando di Santa Rufina di Roio e San Silvestro”.
E sul modo come ricostruire Santa Maria Paganica Marchetti avanza una sua idea: “La chiesa non può essere ricostruita simile com’era, perché sarebbe un falso. Come nei precedenti terremoti Santa Maria Paganica è stata ricostruita, in parte, con l’arte di quell’epoca. Questa mia idea dovrebbe essere utilizzata anche per gli altri edifici religiosi”. (s.c.)



