SAN GIOVANNI TEATINO – “Ho presentato ricorso in appello e sono sicuro verranno riconosciute le mie ragioni. È necessario anche a tutela di chiunque oggi ricopra la carica di sindaco, al quale non può addebitarsi automaticamente la colpa di tutto quello che accade in un Comune, anche di quanto non è direttamente sotto il suo controllo, tenuto conto che nessun sindaco passa le sue giornate dentro il Comando di Polizia Municipale per vedere tutto ciò che accade”.
Così Luciano Marinucci, sindaco di San Giovanni Teatino dal 2011 al 2021, in merito alla condanna della Corte dei Conti dell’Aquila per un danno erariale di 56mila e 800 euro a favore del Comune a causa della contestata rimozione dal suo incarico del capo dei vigili urbani.
Marinucci è candidato per il centrodestra alle regionali in programma a marzo in Abruzzo, nella lista a sostegno del presidente Marco Marsilio, ma la condanna, comunque appellabile, non ostacola la sua partecipazione alle elezioni.
“Non ho partecipato e non ho potuto difendermi personalmente nella causa civile, che peraltro il Comune ha perso in Cassazione non perché avesse torto, ma per altre ragioni – spiega – Ho letto gli atti ed ho potuto verificare che nessun testimone si è mai riferito alla mia persona per questioni relative all’espletamento dell’attività lavorativa del dipendente. Per questo ero certo di potermi difendere nel giudizio alla Corte dei Conti, che tuttavia ha ritenuto di potersi basare esclusivamente sulle sentenze del Giudice civile, ritenendomi peraltro solo corresponsabile (non a caso l’importo richiesto è stato di fatto dimezzato)”.
“Attendo con estrema serenità gli esiti della vicenda, perché ho fiducia nella giustizia”.






