PESCARA – “È andata bene. Ho chiarito di fronte ai pm la mia posizione. Se c’è stato qualcosa è stato frutto di un unico errore in cinque anni. Si tratta di una ricevuta, frutto di un errore. Saranno i pm poi a giudicare”.
Lo ha detto ai cronisti l’assessore regionale al Personale e alle Parità di genere Federica Carpineta, al termine dell’interrogatorio, durato pochi minuti, nell’ambito dell’inchiesta su presunti indebiti rimborsi per viaggi istituzionali che vede indagati 215 politici della Regione, compresi il presidente della Giunta, Gianni Chiodi e quello del Consiglio, Nazario Pagano.
Le accuse, a vario titolo, sono di peculato, truffa aggravata e falso ideologico. All’assessore vengono contestati 39 euro.
Alla domanda dei giornalisti relativa all’assunzione nella sua segreteria della sorella della consigliera di parità Letizia Marinelli, non oggetto comunque di contestazione, ha risposto: “non mi è stata catapultata nel mio ufficio nessuna persona. Ho inserito nella mia segreteria delle persone scelte da me personalmente, persone di fiducia, in quanto come assessore ho la possibilità di inserire persone a chiamata diretta”.
“La scelta – ha ribadito l’assessore Carpineta – è a chiamata diretta e personale, di tipo fiduciario, in quanto si tratta di una segreteria politica. Ho conosciuto questa persona durante la mia attività istituzionale come assessore alle Politiche di genere e ho avuto modo di apprezzarne le capacità, ma anche la passione per questo settore e quindi l’ho scelta”.
Letizia Marinelli, consigliera di parità alla Regione Abruzzo, è la donna con la quale il presidente Gianni Chiodi ha condiviso una stanza d’albergo a Roma.
Due mesi dopo alla donna fu conferito l’incarico da un’apposita commissione che la preferì ad altre ventidue candidate.






