L’AQUILA – Ancora giornata di veleni ed accuse legate al ciclone giudiziario “rifiutopoli” che ha portato agli arresti domiciliari dell’assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni, dell’imprenditore Rodolfo Di Zio e a una decina di avvisi di garanzia, indirizzati ai senatori Di Stefano e Tancredi, il sindaco di Teramo Brucchi e l’ex assessore all’Ambiente Daniela Stati.
Per il senatore Andrea Pastore, Pdl, “l’inchiesta della procura di Pescara sui rifiuti si sta sgonfiando come un sufflè man mano che passano i giorni”. Secca la replica del collega a palazzo Madama Alfonso Mascitelli, Idv: “Pastore se la canta e se la suona”, mentre per il consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale “Chiodi ed il centro destra hanno le idee chiare sui rifiuti. Di “sufflè indigesto per il senatore Pastore” ha parlato con un pizzico di sarcasmo il segretario regionale di Prc Marco Fars.
Della vicenda ha parlato anche il presidente della Regione Gianni Chiodi, che ha ricordato come “”I fatti sono in corso di accertamento, quindi, non ci possono essere conseguenze politiche”
Sempre dalla politica regionale si registra un altra presa di posizione, è quella del consigliere regionale Pd ed ex assessore all’Ambiente nella scorsa legislatura Franco Caramanico: “Non ho mai favorito Di Zio”, mentre dal mondo produttivo, quello di Confartigianato arriva un appello alla coesione dalla Cna.
PASTORE: “INCHIESTA SI SGONFIA COME SUFFLE'”
Per il senatore abruzzese Andrea Pastore (Pdl) l’inchiesta della magistratura pescarese sui rifiuti, che ha portato ai domiciliari l’assessore regionale Lanfranco Venturoni e l’imprenditore Rodolfo Di Zio, “è fondata sul nulla e si sta sgonfiando come un soufflè man mano che passano i giorni”.
Pastore non accetta che il Pdl passi per una “banda del malaffare. Chi ha sbagliato paga personalmente ma questo – ha detto Pastore – e’ un partito di persone oneste e trasparenti. Siamo rispettosi della magistratura ma esigiamo rispetto”.
Il senatore non condivide che i processi si facciano prima sulla stampa ma soprattutto, entrando nei dettagli che stanno emergendo in questi giorni, ritiene che questa sia “un’inchiesta senza reati. Non ci sono nè reati nè prove, e siamo arrivati ai pensati o addirittura pensati da altri”. Pastore intravede poi “il tentativo di destabilizzare il governo della Regione e delle amministrazioni locali”.
Pastore si è soffermato sull’aspetto dei contributi elettorali dicendo che i magistrati dovrebbero studiare le somme erogate dall’imprenditore Di Zio e da altri imprenditori in campagna elettorale non solo al Pdl ma anche ad altri partiti.
“Si arriva a dire che chi non ha avuto contributi ha avuto una tangente in nero, ed è schizofrenico, o che i contribuiti siano tangenti ma a questo punto bisogna anche rendere noti i contributi dati ad altri partiti”.
Quanto al termovalorizzatore “non è un crimine – ha detto Pastore – avere nel programma la realizzazione di uno o 10 o 100 impianti del genere. E’ una scelta politica sulla quale un magistrato non dovrebbe esprimere opinione”.
Pastore si è soffermato anche su una questione formale “grave”. “E’ la Procura di Pescara a svolgere le indagini ma i fatti riguardano Teramo e Chieti. Non va violato – ha chiesto Pastore – il principio del giudice naturale”. Va anche detto che “gli atti relativi ai senatori abruzzesi non sono stati ancora trasmessi al Senato” mentre ci sono “delle veline passate dalla Procura ai giornalisti”.
Pastore ha chiarito infine la vicenda della vecchia sede del Pdl abruzzese, in piazza della Rinasciata, a Pescara, ora di proprietà di Di Zio. “Per quella sede abbiamo pagato l’affitto dal 2002 al 2008, poi siamo stati sfrattati e abbiamo chiesto un differimento fino alla fine del 2009 al nuovo proprietario che voleva dare una destinazione diversa ai locali. Abbiamo però sempre pagato l’affitto e a gennaio 2010 siamo andati via. Per ottenere la proroga è stato il ministro Bondi a dover firmare un impegno sul pagamento delle somme dovute. La vicenda è stata seguita da Giuliano Grossi dal senatore Tancredi e dal senatore Di Stefano ma le proroghe – ha chiarito Pastore – non sono state semplici come tra compari di affari. Ora cerchiamo una nuova sede”.
CAPORALE (VERDI): “CHIODI E CENTRO DESTRA HANNO IDEE CHIARE SU RIFIUTI”
L’AQUILA – “Chiodi e il centro-destra, nonostante il funambolismo verbale con cui riescono a trasformare gli inceneritori in termovalorizzatori, le idee chiare ce l’hanno e sentono la necessità di aggiornare/adeguare le scelte programmatiche di alcuni segmenti del complesso e articolato ciclo dei rifiuti”.
Lo dichiara, in una nota, il consigliere regionale abruzzese dei Verdi Walter Caporale. La delibera n.611 del 2 novembre 2009 (Linee di indirizzo per l’aggiornamento della normativa regionale in materia di gestione di rifiuti”), fa notare l’esponente dell’opposizione, “individua la provincia di Teramo come ‘area maggiormente vocata’ per la localizzazione dell’inceneritore. Infatti, essendo ben al di sotto di tale percentuale la raccolta differenziata nelle altre province, a questo impianto avrebbero conferito il loro combustibile derivato dai rifiuti (Cdr), le cosiddette ecoballe. Un meccanismo perverso per dire no alla differenziata e sì al grande business che ruota intorno a questi impianti, tanto grandi quanto dannosi per la salute dei cittadini. Il resto è cronaca giudiziaria”.
Per Caporale “occorre chiarezza anche sugli impianti a biomasse, di cui sono in corso o si sono appena concluse procedure autorizzative per la costruzione di centrali a L’Aquila e Avezzano (L’Aquila). Piccoli impianti, non superiori a un megawatt, possono innescare un circolo virtuoso per il risparmio energetico.
In questi casi, come avviene in molte Regioni dell’Ue, il combustibile viene reperito (conferito) dalle attività agricole e forestali del territorio in cui essi sono localizzati, in un raggio che generalmente non supera i 30-50 chilometri. Questi piccoli impianti sono agevolati da certificati verdi che riducono i costi fiscali nei primi due anni di attività. Ben altra riflessione meritano i grandi impianti in ordine al reperimento del combustile. Il problema è che sia gli impianti piccoli sia i grandi impianti spesso subiscono metamorfosi passando dall’alimentazione con fonti rinnovabili a quella con Cdr, trasformandosi in inceneritori.
“Non permetteremo che l’Abruzzo diventi la Regione ‘Parco degli inceneritori’ e delle malattie, per cui abbiamo richiesto gli atti al Settore energia della Regione per vedere quali siano le caratteristiche degli impianti che si vogliono costruire in Abruzzo”.
MASCITELLI (IDV): ”PASTORE SE LA CANTA E SE LA SUONA”
“Sulla questione morale il collega Pastore se la suona e se la canta da solo. Dal teorema della magistratura politicizzata ora, per continuare l’opera di delegittimazione del ruolo che la magistratura e la libera informazione hanno in ogni paese normale, si è passati alle inchieste che si sgonfiano da sole, per cui non vuole i processi sulla stampa e pensa di farseli da solo nel suo condominio”.
Lo ha dichiarato il Segretario Regionale dell’Idv Alfonso Mascitelli nel considerare del tutto fuori luogo e inopportune le dichiarazioni che il Senatore Pastore ha espresso sull’ultimo scandalo che ha travolto l’Abruzzo.
“Di certo – ha continuato il Senatore Mascitelli – il collega Pastore ha la memoria corta visto che non ricorda le espressioni forti, i giudizi trancianti e le prese di posizione da lui espresse sul caso D’Alfonso e le analoghe posizioni da “processi di piazza” che i suoi colleghi alla Regione hanno avuto sul caso Del Turco, con il quale hanno vinto le elezioni ingannando gli abruzzesi.
E la rivalutazione postuma e strumentale di quelle vicende, fatte in questi giorni da esponenti di primo piano del centrodestra serve solo a costruire un alibi e a trasmettere un messaggio devastante: l’equazione che i politici sono tutti uguali e quindi tutti perseguitati.
Noi dell’Italia dei Valori vogliamo esprimere, invece, una piena condivisione e solidarietà alle parole del Vescovo di Chieti Mons. Forte, che di certo non possono essere tacciate di giustizialismo e che senza entrare nel merito degli atti processuali di questa o altre vicende, perché non è questo il nostro compito, hanno saputo interpretare meglio di tutti i sentimenti che provano gli abruzzesi, “disgustati da questa politica che sta dando uno spettacolo vergognoso”.
CHIODI: ”NO A CONSEGUENZE POLITICHE FINO AD ACCERTAMENTO COLPE”
PESCARA – “I fatti sono in corso di accertamento, quindi, non ci possono essere conseguenze politiche. Ci potranno essere se i fatti accerteranno che le persone coinvolte sono colpevoli”.
Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi a proposito dell’inchiesta della procura di Pescara che ha portato, la settimana scorsa, all’arresto dell’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni (sospeso dalle funzioni di consigliere e assessore il 28/9), e dell’imprenditore Rodolfo Di Zio.
“Sarebbe scorretto, oltre che non dignitoso – ha aggiunto Chiodi – prendere iniziative nel momento in cui le persone sono ancora innocenti”.
A tale proposito, il presidente ha definito “non corretto l’atteggiamento dell’opposizione che, pur riconoscendo che si è ancora in una fase di indagini, pretende delle conseguenze politiche”.
“Le conseguenze politiche – ha ribadito Chiodi – ci saranno quando i fatti saranno accertati e quando le persone saranno state ritenute colpevoli, se sono colpevoli”.
CARAMANICO (PD): “MAI FAVORITO DI ZIO”
L’AQUILA – “Affermare che gli atti predisposti in merito al Piano regionale dei rifiuti mirassero a favorire la crescita del monopolio della Deco significa sostenere il falso. È vero invece il contrario: il Piano predisposto aveva come obiettivi lo sviluppo della raccolta differenziata, la riduzione della quota dei rifiuti organici da conferire in discarica e il recupero energetico come azione complementare”.
Così l’ex assessore regionale all’ambiente, Franco Caramanico, oggi consigliere regionale del Partito democratico, risponde alle polemiche, sollevate per voce dell’ingegner Nico Frattura, dal Comitato Alleanza per l’Italia che in una nota aveva sostenuto la volontà, da parte dell’ex responsabile del settore, di aver favorito la società dell’imprenditore Rodolfo di Zio e il colpevole ritardo nella gestione dei rifiuti.
“Vorrei inoltre ricordare – continua Caramanico – che l’elaborazione del Piano regionale dei rifiuti è stato il risultato di una stretta collaborazione con gli enti locali. Abbiamo sempre garantito la massima trasparenza e la più completa partecipazione alla stesura del Piano, provvedendo a pubblicare sul sito tutti i documenti relativi e dando a ciascuno la possibilità di fare osservazioni. E che si tratti di un Piano ben congegnato lo dimostra il fatto che ha ricevuto il plauso delle associazioni ambientaliste.
“Se l’ingegner – aggiunge – Frattura ritiene che siano state commesse delle illegalità, lo invito a formalizzare queste sue accuse alla magistratura. Ma non può strumentalizzare le indagini tuttora in corso mettendo in campo ciò che di buono è stato fatto dall’ex giunta regionale, a cominciare dal fatto che ben 25 milioni sono stati stanziati per la realizzazione di un sistema impiantistico pubblico a cui affidare l’intera filiera dei rifiuti”.
“Quanto alle autorizzazioni rilasciate alla Deco – conclude Caramanico – si trattava di una pratica iniziata nel 2004, che non riguardava in alcun modo la parte politica ma quella amministrativa. Il radicale cambio di rotta nella gestione del sistema di raccolta dei rifiuti c’è stato e spiace dover constatare la disinformazione che ancora si continua a fare in merito a questa questione”.
FARS (PRC): “SUFFLE’ INDIGESTO A PASTORE”
“E’ legittimo che il Sen. Pastore e il PDL pregiudizialmente e ideologicamente perseguano le politiche dell’incenerimento dei rifiuti”. Ad affermarlo è il segretario regionale di Prc Marco Fars.
“Quello che è illegittimo – aggiunge – è fare ciò ben sapendo, come ha affermato ieri il Governatore Chiodi a Teleponte, di favorire gli indebiti e cospicui interessi economici del monopolista abruzzese Di Zio. Il buon Pastore si interroghi su come demolire “il sistema Di Zio” e non si affatichi a tentare di demolire l’inchiesta della Procura della Repubblica”.
“Il cosiddetto “sistema Di Zio” ha una storia lunga, probabilmente con responsabilità ampiamente trasversali ai ceti politici dominanti in Abruzzo nell’ultimo decennio”.
“Dovrebbe essere compito della politica tanto del centrosinistra quanto del centrodestra cambiare radicalmente il sistema. Al Sen. Pastore, evidentemente con lo stomaco delicato, proprio non va giù questo sufflé che vede con le mani in pasta esponenti di primo piano del suo partito”.
CNA: ”C’E’ BISOGNO DI COESIONE”
PESCARA – “Le imprese abruzzesi hanno bisogno di un quadro di riferimento istituzionale certo, che sorregga la fragile ripresa in corso, e permetta di utilizzare quelle poche risorse disponibili, soprattutto i fondi comunitari, che nel quadro di bancarotta finanziaria in cui versa la nostra Regione, diventano gli unici elementi in grado di rilanciare l’economia e di ridare fiato alle piccole imprese, mai come adesso in sofferenza”.
Lo afferma il presidente regionale della Cna, Italo Lupo, secondo il quale “di fronte alle parole pronunciate dal presidente della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, monsignor Bruno Forte, l’intera comunità regionale, piuttosto che concentrarsi su episodi marginali, inutili distinguo, sin qui sconosciuti garantismi e cervellotici teoremi sull’azione della magistratura, dovrebbe riflettere sul degrado in cui la vita pubblica regionale è caduta, sul rischio di perdita di coesione sociale”.
“Nessuno – dice Lupo – neppure il più ottimista, potrà mai negare che l’immagine dell’Abruzzo consegnata dalle ultime, devastanti, inchieste giudiziarie nel nostro territorio, fornisca un quadro fortemente compromesso della realtà regionale”.
A detta del presidente regionale della Cna, “l’immane lavoro di ricostruzione post-terremoto dell’Aquila, di risanamento finanziario, di riforma del sistema sanitario, richiede una classe politica al di sopra di ogni sospetto. In grado di dare rapidamente risposte alle aspettative di imprese e famiglie. Non auto-referente, ma capace di ascoltare le istanze del mondo produttivo e delle rappresentanze sociali”.
Per questo – conclude il presidente Lupo – in un simile momento di difficoltà, la classe dirigente deve dare prova di essere effettivamente tale, superando beghe da cortile, per dedicarsi al rilancio dell’Abruzzo. Prima che sia troppo tardi”.
SPOLTORE, RACCOLTA FIRME CONTRO LA DISCARICA
PESCARA – Volantinaggio e raccolta firme contro la discarica di Fosso Grande, nel comune di Spoltore (Pescara), da parte del Comitato per il No alla discarica che dice: “Si tratta di un impianto per la lavorazione dei rifiuti”.
Il progetto, della Deco, prevede di fronte la vecchia discarica comunale di Pescara un impianto, su un’area di sei ettari, che secondo il comitato “raccoglierà tutta l’immondizia d’Abruzzo per ‘lavorarla”.
“Questo impianto è peggio di una discarica – spiega una nota del Comitato. – Non c’é uno studio sul numero dei camion che quotidianamente entreranno e usciranno dall’impianto, sui loro gas di scarico e la produzione di polveri sottili come il Pm10, non è dato conoscere il volume né le tonnellate di rifiuti che ogni giorno transiteranno nell’impianto, visto che si prevede di realizzare un piazzale di un paio di ettari.
“Non c’é uno studio sui venti – prosegue la nota – e quindi sul trasporto e movimento dei cattivi odori né dati che riguardano lo sbancamento della collina di un’area delicata come l’asta del Fosso Grande: la vallata più importante del fiume Pescara”.
“Ma oltre i rilievi di natura tecnica – si legge nel comunicato emesso dal Comitato per il “No alla discarica” – noi sosteniamo che si tratti di una questione di opportunità: non si può permettere di realizzare un impianto per la lavorazione dei rifiuti in una zona dove vivono ben 5mila famiglie che solo da poco si sono liberate dall’incubo di una discarica”.
Da qui il volantinaggio per sensibilizzare residenti e cittadinanza di Pescara e Spoltore.
Domani pomeriggio dalle 16 alle 19 presso il centro Arca di Villa Raspa e domenica mattina nei pressi delle chiese di San Camillo a Villa Raspa e San Panfilo a Spoltore.
Sempre domenica mattina, davanti la Basilica della Madonna dei Sette Dolori di Pescara Colli.
PASTORE (PDL): “INCHIESTA SI STA SGONFIANDO






