PESCARA – Sono stati interrogati oggi al tribunale di Pescara l’imprenditore dei rifiuti, Rodolfo Valentino Di Zio, e l’assessore regionale alla Sanità attualmente sospeso, Lanfranco Venturoni (nella foto), entrambi finiti agli arresti domiciliari la scorsa settimana nell’ambito dell’inchiesta “rifiutopoli” condotta dalla Procura pescarese.
A interrogarli, il gip, Guido Campli, alla presenza del procuratore capo, Nicola Trifuoggi, e dei sostituti Anna Rita Mantini e Gennaro Varone.
DI ZIO, NERVOSO E SILENTE
Accompagnato dal suo legale, l’avvocato Giovanni Di Biase, all’ingresso nel palazzo di giustizia Di Zio è apparo teso e nervoso, irritato dalla presenza dei giornalisti
Secondo quanto appreso in via informale, il “ras” dei rifiuti abruzzesi si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere e avrebbe presentato una breve memoria difensiva.
VENTURONI, INTERROGATO E SOSPESO
Venturoni, invece, al momento di entrare dai giudici, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se intendesse rispondere alle domande dei magistrati, ha fatto un cenno affermativo.
Assistito dall’avvocato Lino Nisii di Teramo, al termine dell’interrogatorio Venturoni, che nel frattempo, durante la seduta del Consiglio regionale in corso all’Aquila,è stato dichiarato sospeso da consigliere e assessore, ha lasciato il Tribunale pescarese da un’uscita secondaria, evitando così i giornalisti che lo attendevano.
TRIFUOGGI: ”VENTURONI HA RISPOSTO A TUTTO”
PESCARA – Un’ora e mezzo di colloquio fitto nel quale “Venturoni non si è mai rifiutato di rispondere, a nessuna domanda”.
Così il capo della Procura di Pescara, Nicola Trifuoggi, ha brevemente riferito dell’interrogatorio di Lanfranco Venturoni davanti al Gip Guido Campli.
Per quanto riguarda Rodolfo Valentino Di Zio, Trifuoggi ha confermato che “ha letto quattro righe a sua difesa, ci ha spiegato che presenterà successivamente una memoria scritta e si è avvalso della facoltà di non rispondere”.
Ma la posizione più importante era quella di Venturoni. “Ha illustrato le sue tesi e ha esposto la sua difesa” ha poi confermato il capo della Procura.
VENTURONI: ”CI SONO I PRESUPPOSTI PER USCIRNE PULITO”
PESCARA – “Credo che ci siano tutti i presupposti per uscire puliti dalla vicenda. Abbiamo chiarito nell’interrogatorio tutti i punti e abbiamo fornito i nostri elementi”.
È quanto ha dichiarato, ai microfoni di SkyTg24, l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, allontanandosi dal Tribunale di Pescara dopo l’interrogatorio di garanzia.
In merito alle eventuali dimissioni, Venturoni, accompagnato dal suo legale, ha detto: “Valuteremo nei prossimi giorni. Non credo”.
Intanto questa mattina è stato sospeso dalle funzioni di consigliere e assessore regionale.
LEGALI VENTURONI: ”MAI PRESO SOLDI DA DI ZIO”
PESCARA – “L’indagato ha chiarito, in maniera leale ed esaustiva, le finalità pienamente lecite dei suoi comportamenti e i presupposti anche giuridici degli atti assunti quale presidente della Team spa”.
Così scrivono in una nota gli avvocati Guglielmo Marconi e Lino Nisii, difensori di Lanfranco Venturoni, in riferimento all’interrogatorio di garanzia che c’è stato oggi a Pescara.
I due legali ritengono “che siano stati meglio circostanziati alcuni aspetti che le indagini avevano rappresentato in maniera del tutto inesatta”, e “possono affermare con forza che, grazie anche ai chiarimenti resi, resta esclusa in radice l’ipotesi che sia mai stata realizzata una società di fatto a scopo di lucro con il coindagato Di Zio e che le molteplici condotte attribuite al Venturoni siano state determinate da passaggi di danaro o da favori prodromici all’assicurazione di utili imprenditoriali del privato e a scapito dell’interesse pubblico”.
“Al riguardo – chiudono i legali di Venturoni – pur essendosi riservato di precisare in seguito la sua posizione, il coindagato Di Zio ha ritenuto doveroso riferire al giudice nel corso del breve interrogatorio reso che a Venturoni non ha elargito un solo centesimo”.
“Tale verità processuale – ad avviso dei difensori – è, allo stato, inconfutabile. Essi pertanto attendono in tempi doverosamente rapidi la conclusione delle indagini e decisioni de libertate ispirate serenamente alle risultanze processuali”.
IL SINDACO DI TERAMO BRUCCHI SARA’ ASCOLTATO IL 30
TERAMO – Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, ha chiesto tramite il suo legale di fiducia di essere sentito dai magistrati della Procura di Pescara.
Così, giovedì 30 settembre alle 10, sarà ascoltato per fornire la sua versione dei fatti in merito al suo presunto coinvolgimento nell’inchiesta sui rifiuti che la scorsa settimana ha portato agli arresti domiciliari l’ex presidente della Team Lanfranco Venturoni e l’imprenditore Rodolfo Di Zio.
“Sono assolutamente tranquillo e fiducioso – ribadisce Brucchi dopo la notifica dell’avviso di garanzia – e con questo spirito ho chiesto di essere ascoltato dai magistrati”.





