TERAMO – La Procura di Pescara è irremovibile sull’obbligo di dimora dell’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, tranne che per un matrimonio in famiglia. La misura restrittiva è stata imposta dai giudici dopo l’inchiesta sui rifiuti che ha protato all’arresto dell’imprenditore Rodolfo Di Zio e a diversi avvisi di garanzia, anche nei confronti dei senatori Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano e del sindaco di Teramo Maurizi Brucchi.
L’assessore alla Sanità avrebbe presentato, tramite i suoi legali, un’istanza per revocare l’obbligo di dimora o almeno per poter partecipare alle sedute del Consiglio regionale, oltre alla richiesta di poter partecipare al matrimonio di un suo parente stretto.
I magistrati hanno tassativamente negato la partecipazione alle sedute del Consiglio, convinti che Venturoni potrebbe ancora condizionare la vita della pubblica amministrazione, ma gli hanno accordato il permesso di partecipare al matrimonio, anche se solo alla cerimonia: niente abbuffata, e niente champagne.






