L’AQUILA – Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, conosceva, secondo il Gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli, le manovre per rimuovere “fraudolentemente” il presidente del Consorzio rifiuti di Lanciano, Riccardo La Morgia, non gradito al monopolista Rodolfo Di Zio, da ieri agli arresti domiciliari come l’assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti.

Nell’ordinanza sono riportati i colloqui sul tema tra l’ex assessore Daniela Stati e lo stesso Chiodi; un vertice tra i capi del Pdl abruzzese, compreso Chiodi, e quelli di una società interessata all’inceneritore teramano, più un sms di Chiodi a Di Zio nel quale il presidente lo ringrazia per l’assunzione del genero del suo segretario.

Quanto alle pressioni del senatore Fabrizio Di Stefano (Pdl), indagato, sull’ex assessore Stati per commissariare il Consorzio di Lanciano, nel provvedimento del Gip si fa riferimento alle difficoltà legali per estromettere La Morgia.

“Fabrizio – risponde la Stati al telefono al senatore – io questa cosa te la risolvo io perché non mi importa se ci sono gli estremi di legge…'”.

“Come dire che – spiega l’ordinanza – anche se legalmente La Morgia non può essere esautorato, lo si farà comunque”.

“Commissariamo”, chiede alla Stati il segretario della Giunta, Enrico Mazzarelli. “Commissariamo – risponde la Stati – Allora io vado avanti perché il presidente è d’accordo”.

La Stati subisce le pressioni di Di Stefano e Mazzarelli risponde “Eh, so che Gianni l’ha sentito”.

Qualche giorno dopo comunica a Chiodi: “Non ti preoccupare presidente! Era soltanto per avvertirti che il commissariamento che ci ha chiesto sia Di Stefano che Paolini (Filippo, sindaco di Lanciano, n.d.r.) è stato possibile farlo. Perché ci sono i termini di legge”.

Ma ci sono difficoltà legali per la cacciata anzitempo di La Morgia e l’avvocatura della Regione prima emette “un parere contrario al commissariamento”, contenente tuttavia “una pretestuosa scappatoia funzionale agli interessi dei Di Zio”.

La Mobile di Pescara poi documenta un incontro avvenuto nell’ottobre 2009 a Francavilla tra i vertici Pdl, compreso Chiodi, e due manager della Ecodeco, società milanese interessata da Venturoni e Di Zio alla costruzione dell’inceneritore di Teramo.

Che i rapporti tra Chiodi e Di Zio fossero stretti, lo testimonia poi “l’interessamento di Venturoni per la proroga del contratto di lavoro con i Di Zio di Antonio Di Pasquale”.

Di Pasquale, scrive Campli, “è il genero di Giuliano Gambacorta, segretario di Chiodi”.

“L’interesse di Chiodi – dice il Gip – è scoperto e (lo stesso Chiodi) invia un sms a Di Zio: ‘Caro Rodolfo, Giuliano mi ha detto che vi siete sentiti. Grazie e buona domenica’”.