L’AQUILA – “Il garantismo e il rispetto della persona sono valori a cui mi ispiro anche nella vicenda Venturoni, ma quello che mi risulta difficile comprendere sono le dichiarazioni del Presidente Chiodi e la blindatura che dichiara nei confronti dell’assessore alla Sanità”. A dirlo è il vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico.
“In questa Regione a quanto pare, non c’é alcuna necessità dell’assessore alla sanità – continua D’Amico – visto che non ha alcuna voce in capitolo rispetto alla politica sanitaria regionale totalmente delegata al Massicci del Ministero dell’Economia e delle Finanze e al sub commissario Baraldi, sua esecutrice materiale”.
“In questa gestione ‘autarchica’ della Regione Abruzzo – sottolinea – mi chiedo che ruolo hanno anche gli altri assessori considerato che, rispetto ai problemi e alle grandi sfide che l’Abruzzo ha davanti, la Giunta regionale risponde con un immobilismo (tanto dannoso quanto ingiustificabile), che lascia senza parole”.
“Chiodi continua a chiudersi a tutela di una classe dirigente che ritiene la migliore possibile senza accorgersi di quello che gli indicatori economici e sociali dicono e che le rappresentanze imprenditoriali e dei lavoratori richiedono ed offrono: partecipazione nella individuazione di punti nodali dai quali ripartire per non soccombere di fronte ad una crisi politica, istituzionale ed economica che definire epocale è poca cosa. Spaventa, infine, l’insensibilità del presidente anche rispetto agli autorevolissimi appelli di Mons. Forte, vescovo di Chieti, del presidente Falconio, della stesso direttore del quotidiano Il Centro, attraverso l’editoriale di domenica 10 ottobre”.






