L’AQUILA – “Ormai sono diverse le Procure che si occupano della Team e di chi gravita o ha gravitato al suo interno: l’ultima quella di Napoli, con l’arresto dell’ex amministratore Giovanni Faggiano, e tuttavia quello che accade al Comune di Teramo non finisce mai di stupire”.
Lo ha detto il capogruppo regionale dell’Italia dei valori, Carlo Costantini, commentando l’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli su “tangenti ed assunzioni clientelari” nel settore della raccolta dei rifiuti che ha portato tra gli altri all’arresto di Giovanni Faggiano, amministratore delegato, fino al luglio 2010, di Teramo ambiente spa (Team).
“L’arresto dell’avvocato Giovanni Faggiano, ex amministratore delegato della Enerambiente e della Team spa fino al luglio 2010, desta molte preoccupazioni che non possono più essere ignorate”, affermano invece Antonio Lattanzi e Maria Cristina Marroni, coordinatore e vice coordinatore di Futuro e libertà (Fli) della provincia di Teramo.
IL COMMENTO DI COSTANTINI
“L’ultima ‘perla’ della quale sono stato informato proprio oggi – dice Costantini – è quella della convenzione per la gestione dei servizi cimiteriali (anno 2006 – Sindaco Chiodi): 1) Il Comune decide di affidare direttamente alla Team (ed al suo socio privato) la gestione di tutti i servizi cimiteriali, con le progettazioni e le relative costruzioni, violando l’obbligo di ricorrere al mercato, con un danno per i contribuenti che la Corte dei conti stima ormai stabilmente in un importo variabile dal cinque per cento al dieci per cento del valore dell’affidamento; 2) Il comune di Teramo, evidentemente non pago, dona alla Team (ed al suo socio privato) anche tutti i crediti per canoni e proventi dovuti dai cittadini teramani e non ancora pagati al comune alla data di sottoscrizione della convenzione: dunque, attività già pagate dal comune i cui corrispettivi, però, finiscono senza alcuna logica ed apparente motivazione direttamente nelle tasche della Team e del suo socio privato (art. 7, 2 comma della convenzione); 3) La Team incassa subito tutto quello che c’è da incassare ed assicura le sue prestazioni per 15 anni (art. 8 della convenzione); si dà il caso, però che la durata della concessione di un loculo è fissata in 40 anni e che, di conseguenza, scaduta la convenzione con la Team ed incassato da parte della Team tutto ciò che c’è da incassare (in buona sostanza, quando a pagare dovranno essere i nostri figli) resteranno scoperti gli ultimi 25 anni di gestione dei servizi cimiteriali, che il Comune (o meglio, i cittadini di Teramo) dovranno pagarsi ex novo; 4) La Team, anche in questo caso senza averne i requisiti, diventa addirittura società che progetta cimiteri e che appalta i relativi lavori.
“Insomma – commenta infine Costantini – basta leggere le convenzioni tra il Comune di Teramo e la Team e constatare che chi deve alzare una mano, la alza sempre, chi deve metterci una firma, non la fa mai mancare, chi dovrebbe controllare, sembra occuparsi di altro, per capire perchè siamo sull’orlo di una bancarotta morale, prima ancora che economico-finanziaria”.
LA NOTA DI FUTURO E LIBERTA’
“L’arresto dell’avvocato Giovanni Faggiano, ex amministratore delegato della Enerambiente e della Team spa fino al luglio 2010, desta molte preoccupazioni che non possono più essere ignorate”, affermano Antonio Lattanzi e Maria Cristina Marroni, coordinatore e vice coordinatore di Futuro e libertà (Fli) della provincia di Teramo.
“Se è naturale che l’inchiesta penale faccia il suo corso – proseguono i due – con riferimento alle accuse di tangenti, assunzioni clientelari e corruzioni attribuite ipoteticamente a Faggiano per attività asseritamente svolte a Napoli, sul versante della trasparenza e del buon andamento dell’attività amministrativa della società che gestisce i rifiuti del teramano bisogna che la politica proceda immediatamente a fare la massima chiarezza, intanto perchè la proprietà di Enerambiente, società coinvolta nell’inchiesta napoletana, è la medesima che detiene il 49 per cento della Team, in secondo luogo perchè i continui cambi di veste societaria del socio privato della Team non consentono una serena gestione, considerato anche che Faggiano lasciò le redini di Ad della Team per motivazioni totalmente oscure”.
“Poi – affermano ancora i due rappresentanti di Fli della provincia di Teramo – restano aperte ed insolute le questioni della proroga dell’affidamento dei servizi effettuata nel 2010 senza lo svolgimento di gara pubblica e quella del certificato antimafia riservato che la Prefettura di Teramo ha inviato al sindaco Brucchi e nel quale, comunque, si rappresentava che le Prefetture di Napoli e Venezia avevano notiziato in ordine a collegamenti esistenti tra l’attuale amministratore delegato Gavioli, il suo predecessore Faggiano ed esponenti del crimine organizzato”.
“Se, per tutti, vale sempre il principio della presunzione di innocenza, per l’amministrazione comunale di Teramo questo è il momento della massima trasparenza al fine del rispetto scrupoloso della legalità: Fli si augura vivamente che, al di là delle responsabilità personali, i servizi per i cittadini siano salvaguardati e che il comune si accinga ai prossimi rinnovi delle cariche societarie offrendo nominativi che diano le massime garanzie di estraneità da qualsivoglia ombra o illazione”.






