PESCARA – Teramo strozzata dall’emergenza rifiuti.
Lo denuncia il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini che aggiunge: “Regione e Provincia interrogati risultano assenti”.
“La situazione della provincia di Teramo è chiara – dice Ruffini – siamo senza discariche, sempre più costretti a conferire rifiuti dall’unico privato che le gestisce ed i prezzi senza un regime di mercato ovviamente aumentano di mese in mese. Il risultato è che i comuni si devono trasformare in esattori spietati nei confronti dei cittadini, aumentando il costo dello smaltimento a cifre spaventose che arrivano fino a 196 euro alla tonnellata, contro le 90 euro a tonnellata che si pagano ad esempio nella discarica della vicina Ascoli Piceno”.
L’esponente del Pd chiede: “se le Provincie (testuale, ndr) hanno determinato la tariffa dei rifiuti; se la Regione ha verificato sia la determinazione delle tariffe da parte delle Province e in caso contrario quali provvedimenti ha adottato; se le tariffe attuali risultano essere congrue ed in caso contrario perché non sono state applicate le sanzioni previste dalla legge regionale 45/2007”.
“Resta da chiarire – aggiunge ancora – se tutto ciò non sia funzionale a un altra vicenda fumosa. Non è che qualcuno lavora per mantenere in piedi l’emergenza affinché si torni a parlare della necessità di realizzare l’inceneritore a Teramo? Se non è così perché Chiodi e il centrodestra non fanno nulla? Perché non si trovano altri siti per scaricare? Per esempio che fine ha fatto la discarica di Irgine che sembra aver avuto l’autorizzazione ad essere attivata?”.
“Perché non sono stati portati avanti accordi di mutuo soccorso con altre Regioni?”, conclude.





