ATESSA – Il capitano dei carabinieri, Vincenzo Orlando, tornerà domani in servizio in forza al comando regionale dell’Arma di Chieti.

Lo annuncia all’Agi l’avvocato Giovanni Di Santo, legale del militare arrestato il 15 dicembre scorso con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sull’ex acciaieria Stefana di Termoli.

Nel tardo pomeriggio di ieri sono state depositate le motivazioni della sentenza del tribunale del riesame di Campobasso che il 5 gennaio ha annullato l’ordinanza del gip di Larino, Roberto Veneziano, con la quale erano stati disposti gli arresti domiciliari per Orlando, comandante della compagnia di Atessa (Chieti), come richiesto del pm Luca Venturi.

Il collegio del riesame ha ritenuto che “debba in ogni caso escludersi l’esigenza della misura cautelare tanto al pericolo di reiterazione del reato quanto al pericolo di inquinamento probatorio – sottolinea l’avvocato Di Santo sentenza alla mano – la contestazione del reato che viene mossa al capitano Orlando non è supportata da elementi univoci, soprattutto in relazione alla luce delle sommarie informazioni testimoniali rese dal maresciallo dei carabinieri di Tocco da Casauria (Pescara)”.

Il capitano Orlando, originario di Termoli, tra aprile e maggio del 2010 avrebbe ricevuto delle telefonate da Antonio Malerba, ex assessore del comune molisano, che chiedeva aiuto per la figlia che si era allontanata da casa per andare a vivere con il compagno a Tocco da Casauria.

Malerba sarebbe stato poi accompagnato da Orlando nella stazione dei carabinieri di Tocco per sporgere querela. Da quel momento in poi cessano i contatti tra Malerba e Orlando, come stabilisce il Riesame.

“Nella valutazione delle esigenze cautelari non si può prescindere dal tempo trascorso dalla commissione del reato ipotizzato – aggiunge Di Santo citando un passaggio delle sette pagine di motivazione del Riesame – a Orlando viene contestato un unico fatto delittuoso risalente a un anno e otto mesi prima della misura cautelare applicata il 15 dicembre 2011, epoca a partire dalla quale non solo non risultano ulteriori condotte illecite contestate a Orlando, ma neppure contatti tra questo e il co-indagato Malerba”.

Il capitano dei carabinieri, che rimane indagato a piede libero nell’inchiesta di Larino e per cui l’avvocato Di Santo chiederà l’archiviazione e in subordine lo stralcio dal fascicolo “è da 25 anni nell’Arma e oltre ad essere incensurato non risulta mai avere avuto un rilievo o un procedimento disciplinare, ulteriore motivo per il quale – conclude Di Santo – attendiamo che torni presto al comando della compagnia di Atessa, dove lo aspettano a braccia aperte”.

Le motivazioni della sentenza del Riesame sono state comunicate al comando regionale dell’Arma dei Carabinieri di Chieti e al comando provinciale.