MONTESILVANO – Dopo la sentenza del Tar, il sindaco di Montesilvano (Pescara), Pasquale Cordoma, “convochi subito l’assemblea dei soci della Ecoemme, di cui il Comune è socio di maggioranza relativa, e dica con chiarezza che non ricorrerà al Consiglio di Stato”.

È quanto chiede Rifondazione comunista, secondo cui è necessario “andare avanti con il bando di gara, strada già segnata”.

I particolari della vicenda sono stati spiegati, in conferenza stampa, dal segretario regionale del Prc, Marco Fars, dal segretario provinciale del partito, Corrado Di Sante, e dal consigliere comunale Cristian Odoardi.

La sentenza in questione riguarda un ricorso presentato dalla Ecoemme, che attualmente si occupa della gestione dei rifiuti cittadini, contro la gara d’appalto del Comune da 32,5 milioni di euro per l’affidamento del servizio.

“La sentenza – hanno sottolineato – parla di ‘palese infondatezza del gravame’. Il ricorso è stato un ulteriore tentativo di perdere tempo. La strategia è quella di rinviare l’attuazione del bando con tutti i mezzi possibili per lasciare la situazione com’è. Il sindaco dovrebbe smettere di prendere in giro i cittadini e chiedere scusa”.

Per Rifondazione comunista, infatti, le conseguenze di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato sarebbero tre: una notevole perdita di soldi pubblici, in quanto i “i ricorsi costano”; un pessimo servizio, dato che “rimarrebbe quello attuale”; costi elevati, considerando che “la tassa cittadina é tra le più alte della regione”.

Un bando, invece, “andrebbe ad introdurre nuovi standard”, consentendo anche di portare la differenziata, che attualmente è al 14%, al 40%.

“Basta arrampicarsi sugli specchi – ha concluso il Prc -. Si può riportare trasparenza in Comune, si faccia un bando regolare e si proceda alla sanifizazione di una questione che ormai è arrivata perfino al ridicolo”.