PESCARA – “Mentre l’Abruzzo si avvia verso l’emergenza rifiuti, come se non bastassero quelle della sanità, della ricostruzione post-terremoto e della crisi occupazionale e industriale, il presidente-commissario e pluriassessore Chiodi preferisce prenderesela con i sindaci e con i consorzi intercomunali per la raccolta dei rifiuti, i quali sarebbero i veri colpevoli”.
L’accusa arriva dal coordinatore regionale di Sinistra ecologia libertà, Gianni Melilla.
“Per di più – attacca ancora – si conferisce meriti inesistenti quando era sindaco di Teramo, sostenendo di avere praticamente risolto i problemi dei rifiuti. Naturalmente non è così, visto che la situazione più critica a livello regionale è proprio a Teramo e provincia dove non c’è neanche una discarica aperta, proprio per la opposizione di sindaci come Chiodi che, dopo la frana della discarica La Torre, non riuscirono a individuare neanche un sito alternativo, preferendo polemizzare con l’allora Giunta regionale”.
Secondo Melilla, “ciò che oggi Chiodi contesta ai sindaci con linguaggio britannico, ‘nessuno vuole niente nel proprio giardino di casa’, è esattamente quello che lui ha fatto quando era sindaco di Teramo”.
Quanto alla raccolta differenziata, per l’esponente Sel “con l’avvento di Chiodi alla Regione nel 2009 ha subìto un rallentamento con appena il 2 per cento di aumento, mentre gli aumenti maggiori si sono avuti tra il 2006 e il 2008, come si evince dal Rapporto presentato il 24 novembre 2010”.
“Al posto di attribuirsi coerenze inesistenti – conclude Melilla – Chiodi dovrebbe fare semplicemente 2 cose: attuare la legge regionale vigente per il piano rifiuti regionale, proposta dall’allora assessore Caramanico e approvata dal Consiglio Regionale, e nominare subito un nuovo assessore all’Ecologia che si occupi a tempo pieno dei rifiuti prima che scoppi una grave emergenza”.






