L’AQUILA – Il giorno dopo l’operatività dell’Autorità regionale per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir), che si attendeva dal 2013 scoppiano le polemiche, con il deputato e segretario regionale della Lega-Salvini in Abruzzo, Giuseppe Bellachioma, che parla di “inciuci”, “golpe contro la Lega” e annuncia un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Sulla stessa linea anche il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini e Gianluca Zelli, fondatore di Azione Politica, che ha parlato di “un accordo in stile Nazzareno”.

“Se l’Agir, ha fra i suoi compiti lo smaltimento dei rifiuti, credo il primo risultato lo abbia già raggiunto. Con quanto avvenuto ieri sera infatti, si tenta di mandare al macero il centrodestra abruzzese grazie alla votazione inciucio, peraltro illegittima, con la quale si sono costituti gli organismi di gestione del comparto rifiuti”, dichiara il leghista.

Il riferimento è all’elezione del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, a presidente dell’Agir, già al centro di un giallo nei mesi scorsi, come portato alla luce da AbruzzoWeb. 

Stando alle testimonianze di sindaci che hanno partecipato alla riunione del giugno scorso, con un colpo di mano da parte di Luciano D’Alfonso, che ha operato all’insaputa della sua maggioranza e del centrodestra, l’assemblea dei soci ha prima eletto presidente per acclamazione il primo cittadino Biondi, e poi fatto retromarcia, quando un drappello di primi cittadini, in testa quelli della sua stessa coalizione, ha contestato il metodo di voto, pretendendo che si procedesse con un voto ponderato e nominale e ottenendo così il rinvio della seduta. 

“È gravissimo il golpe che ha impedito, attraverso la scelta della lista unica, il diritto dovere di chi dissente, di presentarsi con una propria lista; sulla questione la Lega, attraverso i propri legali, sta predisponendo un ricorso al Tar. Ringrazio intanto i sindaci e gli amministratori della Lega per la battaglia sostenuta e annuncio la sospensione della nostra partecipazione ai tavoli di coalizione”. aggiunge Bellachioma.

Una presa di posizione che arriva a soli 3 giorni dall’annuncio dell’intesa del centrodestra, per andare uniti alle prossime elezioni regionali e che potrebbe far rivedere i termini dell’accordo. 

“A loro le poltrone (ancora per poco), a noi la responsabilità di affermare anche in Abruzzo un governo che sia di vero cambiamento. L’ammucchiata tra Partito democratico, Forza Italia, Fratelli d’Italia e referenti di Gerosolimo e Di Matteo è di assoluta gravità perché legittima la presenza abusiva di Luciano D’Alfonso in Regione e rende emblematica la scelta di Fi d’accontentarsi delle briciole pur di esserci, regalando il potere gestionale del comparto rifiuti nella sua interezza al Pd. Per Fi – continua l’onorevole Bellachioma – sono gli ultimi colpi di coda per cercare di mettere a reddito le macerie di ciò che gli è rimasto (la perdita sistematica di consenso ne è la testimonianza). Con questa manovra ha messo in discussione il perfezionamento di un’alleanza di centrodestra a questo punto non scontata”, conclude. 

Si tratta di organismo pubblico i cui “padroni” sono i 308 sindaci abruzzesi, che si annuncia importante vista la delicata e complessa tematica. ​

Nominati nel Cda i sindaci di Pescara, Marco Alessandrini, Avezzano (L’Aquila), Gabriele De Angelis, San Salvo (Chieti) Tiziana Magnacca, Elice (Pescara) Domenico De Massis, Bellante (Teramo) Giovanni Melchiorre, Cansano (L’Aquila) Mario Ciampaglione e Guardiagrele (Chieti) Simone Dal Pozzo. 

Guardando la geografia del Cda, salta all’occhio come la scelta e la successiva nomina dei componenti del Cda, sia frutto di un accordo tra centrodestra e centrosinistra, con i relativi rappresentanti suddivisi in egual misura: Magnacca, De Angelis e De Massis per il centrodestra e gli altri 4 rappresentanti del centrosinistra, con il presidente Biondi (Fdi), che pareggia i conti.

Secondo quanto si è appreso, poi, non ci sono stati accordi tra partiti, ma sono stati i sindaci a trovare la quadra.

“Mi sembra si stia configurando un quadro politico che ricorda accordi stile Nazzareno”. È Gianluca Zelli, fondatore di Azione Politica, a lanciare la provocazione, alla luce della riunione Agir. 

“Allo stato attuale – continua Zelli – Agir rappresenta un problema e non una risorsa per i comuni dell’Abruzzo. Così come congeniato, infatti, li priva di potere decisionale, del rapporto diretto con i cittadini e fa venire meno le prassi virtuose che sono ben avviate in tante amministrazioni di medie e piccole dimensioni. Quello che è accaduto ieri è, di fatto, un “inciucio” tra Fi, Fdi e centrosinistra, tra chi la mattina fa finta di litigare e la sera si siede al tavolo col presidente della Regione che, peraltro, è in una situazione di illegittimità costituzionale”.

Poi l’affondo: “Considerando che il presidente della commissione Giunta delle Elezioni è di Fi, ci dica se vuole veramente combattere per l’incompatibilità di D’Alfonso o vuole continuare a perdere tempo per fare accordi con lui. Se per qualche poltrona sono disposti ad accordi che comunque li vedono in minoranza, vuol dire che ancora una volta ignoriamo amministratori locali, cittadini e territorio”.

Zelli, infine, ricorda che “l’Agir è stata istituita nel 2013 e adesso, dopo 5 anni, a ridosso delle elezioni regionali e amministrative ci si affretta a insediarla e a nominare gli organi. Si poteva aspettare qualche mese in più, rispettando la volontà degli elettori che tra qualche mese si esprimeranno attraverso il voto”.

“Ieri è stato nominato il Cda dell’Agir, Agenzia regionale per la gestione integrata dei rifiuti.  È stata presentata una sola lista frutto di un accordo unitario tra centrodestra e centrosinistra. Esclusi dal tavolo delle ‘trattative’ liste civiche e Lega che hanno votato infatti in modo contrario lasciando l’aula e minacciando ricorsi. Non è stata una bella pagina di democrazia per la nostra regione che ancora una volta ha operato una spartizione solo di tipo politico in barba alle rappresentanze territoriali e plurali: 4 posizioni al Pd e 3 alla destra con Forza Italia in testa. Se i due partiti, attraverso i loro rappresentanti locali, che oggi in Consiglio comunale si agitavano tanto, avessero voluto rispettare il ruolo centrale di Sulmona in Valle Peligna, avrebbero potuto in quella sede portare la loro voce e garantire questo risultato rafforzando la posizione del Cogesa e dell’intera Valle Peligna”, dichiara il sidnaco di Sulmona, Annamaria Casini.

“Ma sono alle porte le elezioni regionali, le candidature e i voti  in Valle Peligna fanno gola. Il gruppo dei sindaci civici presenti all’Assemblea, con Sulmona in testa, ieri avrebbe potuto sia forzare gli accordi attraverso i suoi referenti regionali che presentare una sua lista sostenuta dai numerosi sindaci vicini e mettere in difficoltà il listino unico e la candidatura di Mario Ciampaglione, sindaco di Cansano, presente nel listone in quota Pd, ottenuta attraverso una trattativa diretta fatta da alcuni sindaci di centrosinistra soci Cogesa. Si è voluto invece sostenere questa candidatura per promuovere l’unità del territorio ed evitare fratture deleterie e contrarie ad una politica di coesione che Sulmona vuole portare avanti per il bene di tutta la Valle Peligna che non meritava altri strappi – conclude Casini – La presenza nel cda di Ciampaglione, al quale vanno i miei più vivi e sinceri auguri di buon lavoro per l’importante e gravoso ruolo cui è stato chiamato, è la garanzia che il Cogesa avrà comunque una sua rappresentanza in Agir con il compito di sostenere e promuovere gli interessi del nostro territorio e del Cogesa stesso in decisioni importanti come affidamenti di servizi e tariffe cui dipenderà la qualità è il costo del servizio rifiuti nel prossimo futuro”.