L’AQUILA – Tra le tante criticità che assillano le città italiane, e anche non poche abruzzesi, c’è il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti ingombranti, un po’ dove capita, nel migliore dei casi nei pressi dei cassonetti, da parte di cittadini incivili.
Una buona pratica arriva, però, da Roma, dove questo malcostume era diventato quasi un’emergenza nell’estate 2016, tanto da scatenare feroci polemiche politiche tra il sindaco Virginia Raggi e i suoi oppositori.
Passato un anno, lo scenario è cambiato grazie all’avvio del servizio di ritiro porta a porta degli ingombranti, gestito da Avr Spa, che ha vinto il bando indetto dall’Ama la municipalizzata dei rifiuti della Capitale.
I numeri del resto parlano chiaro: in pochi mesi il ritiro porta a porta degli ingombranti, avviato nel dicembre 2016, viaggia al ritmo mensile di oltre 5 mila interventi, corrispondenti a 350 tonnellate di rifiuti ingombranti ritirati.
I numeri, forniti da Alessio Incorvati, responsabile della commessa per conto di Avr Spa, società che ha già fatto parlare di sé per la tecnologia del soilwashing utilizzata nell’impianto di Guidonia Montecelio, con cui è possibile trattare e differenziare tonnellate di rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale.
Ed anche per il global service di Fara in Sabina, in provincia di Rieti, che ha vinto il premio “Best practice patrimoni pubblici 2017”, conferito da Patrimoni PA net, in collaborazione con Forum Pa e Terotec.
“I primi numeri della raccolta ingombranti a Roma sono molto lusinghieri – spiega Incorvati – anche se significativo resta il fenomeno dell’abbandono. Tra i materiali che ritiriamo con più frequenza: vecchi mobili di legno, divani e materassi, elettrodomestici come televisori, lavatrici e lavastoviglie. Tutto questo materiale, viene conferito negli impianti di recupero che Avr ha preventivamente scelto e nei quali il rifiuto viene smontato, differenziato e recuperato. Un ulteriore punto a favore per la sostenibilità ambientale della gestione del ciclo dei rifiuti”.
Proviamo a spiegare nel dettaglio il servizio porta a porta: il cittadino in possesso di un rifiuto ingombrante, chiama il numero verde del Comune di Roma, il quale inoltra la telefonata a uno dei sette operatori del call centr di Avr situato a Guidonia di Montecelio.
Dopo il riconoscimento dell’utenza tramite il codice Tari, l’operatore avvia la procedura di descrizione dei materiali di cui il cittadino si vuole liberare e il luogo in cui si trovano; l’operatore terminata la descrizione, valuta la gratuità o meno del servizio (infatti fino a 2 metri cubi di materiale, e con recupero effettuato su piano stradale, il servizio è gratuito, mentre è a pagamento con cubature superiori ed ai piani più alti degli edifici).
Terminata la procedura telefonica, la chiamata viene inserita nella programmazione delle squadre, complessivamente 25, che procederanno al recupero come stabilito.
“L’obiettivo di Avr – continua Incorvati – è migliorarci, aumentando esponenzialmente le utenze raggiunte, le tonnellate di materiale ritirato perfezionando il servizio nel suo complesso”.
Tra le innovazioni che l’azienda intende introdurre vi è l’utilizzo di un sofware della Viasat, che permette di gestire in modo ancora più efficace la fase di prenotazione e ritiro. Gli operatori saranno dotati di un tablet con il quale saranno connessi in tempo reale con la centrale operativa e con le richieste di ritiro. (f.t.)






