L’AQUILA – “Il richiamo del precedente gestore Avincis per garantire il servizio di elisoccorso all’Aquila, dopo le due gare andate deserte e la successiva trattativa privata che aveva portato all’affidamento a Elitaliana, conferma che qualcosa nella gestione di questa vicenda non ha funzionato. Sono settimane che denunciamo criticità, solleviamo dubbi e chiediamo chiarimenti senza ricevere risposte adeguate. Oggi la Regione sembra costretta a tornare sui propri passi. Avevamo ragione a denunciare le criticità, ma adesso vogliamo soprattutto conoscere la verità: che cosa è accaduto, perché sono state compiute determinate scelte e quali conseguenze avranno sulla sicurezza degli abruzzesi e sull’impiego delle risorse pubbliche?”.

È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, intervenendo sulle notizie pubblicate dal Messaggero in merito alla nuova organizzazione del servizio di elisoccorso regionale, che prevederebbe il ritorno di Avincis alla base di Preturo e la permanenza di Elitaliana a Pescara.

Nelle scorse settimane, il gruppo del Pd in Consiglio regionale abruzzese ha presentato anche un esposto alle Procure della Repubblica dell’Aquila e di Pescara, oltre che alle Procure della Corte dei Conti delle stesse città, per chiedere se ci fossero irregolarità nel bando sull’elisoccorso abruzzese lanciato dalla centrale unica di Committenza Areacom.

Gli esponenti del Pd avevano lanciato l’allarme esprimendo dubbi sulla sicurezza e sull’efficacia dei soccorsi degli elicotteri in dotazione all’Aquila, gli Aw 109, rispetto all’Aw139 in dotazione con il precedente gestore, e anche rispetto all’Aw 169 in dotazione a Pescara.

“La notizia del richiamo di Avincis è particolarmente significativa – sottolinea Pietrucci – Dopo aver affidato il servizio al nuovo gestore, la Regione sarebbe ora costretta a rivolgersi nuovamente alla società che lo aveva assicurato in precedenza, proprio per garantire le esigenze operative della base aquilana e del soccorso in montagna. È difficile non vedere in questa decisione la conferma della fondatezza delle preoccupazioni che abbiamo espresso fin dall’inizio. Ma non basta correggere una scelta per cancellare le responsabilità di chi l’ha compiuta”.

“Il punto, infatti, non è soltanto rivendicare di aver avuto ragione – osserva – Il punto è conoscere la verità su una vicenda che riguarda un servizio sanitario essenziale e l’utilizzo di milioni di euro di denaro pubblico. Come è stato possibile arrivare a due gare deserte e poi a una trattativa privata? Su quali valutazioni è stato deciso il nuovo affidamento? Perché, dopo così poco tempo, si rende necessario richiamare il precedente gestore? Quali condizioni economiche e contrattuali vengono oggi definite per assicurare il servizio? Sono domande alle quali la Regione deve rispondere in maniera puntuale e documentata”.

“Avevamo già denunciato le incertezze relative al passaggio di gestione, agli addestramenti del personale e alle abilitazioni necessarie per le operazioni speciali di soccorso in montagna – ricorda Pietrucci – Avevamo chiesto alla Giunta regionale di ascoltare direttamente medici, infermieri e operatori del Soccorso Alpino, perché sono loro a conoscere le condizioni effettive nelle quali il servizio deve operare. Il ritorno di Avincis all’Aquila, se confermato, dimostrerebbe quanto fosse necessario affrontare quelle criticità prima di modificare l’organizzazione del servizio. E non possiamo considerare risolto il problema soltanto perché si starebbe individuando una soluzione per Preturo. Restano dubbi e perplessità sull’efficacia del servizio nell’area di Chieti e Pescara, dove opererebbe il nuovo gestore con un diverso elicottero rispetto a quello precedentemente impiegato. Anche su questo occorrono risposte chiare: la Regione deve garantire che il nuovo assetto assicuri ovunque gli standard operativi e di sicurezza necessari, senza differenze nella tutela dei cittadini dei diversi territori».

“E in tutta questa vicenda non c’è ancora traccia del volo notturno, né delle risorse che la Regione dovrebbe stanziare per renderlo operativo – evidenzia il consigliere regionale – Mentre ormai quasi tutte le altre regioni italiane dispongono di questa possi bilità, l’Abruzzo continua a non dare risposte su un servizio fondamentale per garantire interventi tempestivi anche nelle ore notturne, soprattutto nelle aree interne e montane. Non basta riorganizzare gli elicotteri e cambiare i gestori: occorre investire per ampliare concretamente le capacità di soccorso. Vogliamo sapere se esista un programma per attivare il volo notturno, con quali tempi e soprattutto con quali risorse”.

“A tutto questo si aggiunge la questione delle risorse economiche. Secondo quanto riportato dalla stampa, la Regione avrebbe previsto un impegno fino a 18 milioni di euro per superare l’attuale situazione. Occorre chiarire a cosa siano destinate queste somme, quali siano gli impegni contrattuali già assunti, quali ulteriori affidamenti si rendano necessari e se la riorganizzazione comporterà costi aggiuntivi. Quando si amministrano soldi pubblici non si può procedere per tentativi, senza spiegare le ragioni delle decisioni e le loro conseguenze. Rimangono ferme tutte le nostre richieste di trasparenza sulle procedure di affidamento, sulle quali abbiamo già denunciato la mancata disponibilità delle informazioni necessarie e chiesto l’intervento delle Procure competenti. Continueremo a chiedere documenti, spiegazioni e responsabilità, perché la gestione della cosa pubblica non può essere sottratta al controllo democratico”.

“La Regione deve dire la verità su quanto è accaduto e su ciò che intende fare adesso. Non molleremo finché non sarà fatta piena chiarezza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e finché non avremo garanzie sull’efficacia e sulla sicurezza del servizio di elisoccorso in tutto l’Abruzzo. Qui non si tratta soltanto di contratti e affidamenti. Sono in gioco la salute e la sicurezza degli abruzzesi, in particolare di chi vive, lavora e frequenta le nostre montagne, e la sicurezza degli operatori impegnati nei soccorsi. Sono responsabilità troppo importanti perché la Giunta regionale possa pensare di gestirle senza trasparenza e senza rendere conto delle proprie scelte”, conclude Pietrucci.