L’AQUILA – L’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, è coinvolto nell’inchiesta in qualità di presidente del Consiglio di amministrazione della Team spa, società a prevalente partecipazione pubblica per la gestione dei servizi ambientali municipali del Comune di Teramo.
Insieme ai fratelli Rodolfo Di Zio (amministratore delegato della Deco Spa) e Ferdinando Di Zio (presidente del Consiglio di amministrazione della Deco), che sono soci e proprietari della Deco spa, Venturoni avrebbe messo in atto un piano di svuotamento della Team spa per favorire la Deco spa e far ottenere a quest’ultima società, senza la gara d’appalto, l’affidamento della costruzione e gestione di un impianto di bioessiccazione dei rifiuti a Teramo.
Senza mandato del consiglio di amministrazione della Team Spa, Venturoni avrebbe deliberato l’acquisto del 60 per cento delle quote della società Tecnogyl srl, costituita il 12 luglio 2007 dai fratelli Di Zio con capitale conferito interamente dalla Deco (poi trasformata in Team tecnologie Ambientali il 19 luglio 2007).
L’obiettivo, per l’accusa, era di attribuire al privato un partenariato in società pubblica, sapendo che di lì a poco sarebbe stata autorizzata a costruire e gestire un impianto di bioessiccazione.
Come corrispettivo per l’acquisto di queste quote societarie, Venturoni si sarebbe appropriato di 30 mila euro, derivanti dal patrimonio della Team spa, e li avrebbe versati alla Deco.
L’unico obiettivo era quello di favorire la Deco nella realizzazione dell’impianto.
Sempre Venturoni si sarebbe appropriato del progetto per la costruzione dell’impianto (presentato dalla Team Spa alla Regione Abruzzo) per attribuirlo alla Deco, dietro pagamento forfettario dei costi di realizzazione del progetto (76 mila euro).
Venturoni si sarebbe occupato dell’aumento di capitale sociale della Team tencologie Ambientali, facendo in modo che la Deco conferisse il progetto dell’impianto avuto proprio da lui e che la Team Ambiente conferisse terreni situati a Terrabianca di Teramo.






