L’AQUILA – “Sono stato raggiunto da un avviso di garanzia le cui motivazioni vengo a conoscere dagli organi di stampa. Se siano queste o altre poco mi importa, perché in questa e in qualunque altra vicenda sono assolutamente tranquillo e sereno, non avendo mai in alcun modo compiuto atti che violino le leggi”.

Lo ha detto il senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore del Pdl in Abruzzo, parlando del suo coinvolgimento nell’inchiesta sui rifiuti della Procura di Pescara che ha condotto all’arresto dell’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni.

“Chi mi conosce sa della mia dignità e moralità, continuerò pertanto ad andare avanti fiero e a testa alta – ha proseguito Di Stefano – Chiederò di vedere le carte nei tempi più stretti possibili e risponderò punto per punto a ogni eventuale addebito per chiarire l’intera vicenda”.

A Di Stefano ha espresso solidarietà il coordinamento cittadino di Lanciano (Chieti) del Popolo della libertà, con il vice coordinatore Fabrizio Bomba, l’assessore Marco Di Domenico, il presidente del Consiglio comunale Nicola Pasquini e il capogruppo consiliare Umberto Di Francescantonio, oltre che tutto il gruppo dirigente locale con Pasquale Di Nardo, membro del coordinamento regionale.