L’AQUILA – Torna in libertà Carlo Ciotti, costruttore aquilano di 52 anni arrestato ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta nota come “Ricostruziopoli” della procura della Repubblica dell’Aquila, che ha scoperchiato una presunta truffa da 500 mila euro nei lavori di ricostruzione “leggera” delle strutture danneggiate dal terremoto del 6 aprile 2009, lavori che sarebbero stati gonfiati per ottenere un profitto.
Sono 43 in totale gli indagati, oltre all’imprenditore altri 13 tecnici e 29 tra proprietari e committenti.
A firmare il provvedimento di remissione in libertà per Ciotti è stato oggi il giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo, Giuseppe Romano Gargarella.
Ciotti era stato arrestato lo scorso 5 settembre, mentre due istanze per la revoca dei domiciliari erano già state respinte il 13 e il 21 dello stesso mese, anche se il gip aveva autorizzato l’indagato a tornare ad avere contatto con l’esterno, facilitando così la ripresa dei lavori di ricostruzione di una trentina di cantieri di case classificate “E”, con danni gravi, che altrimenti rischiavano di bloccarsi.
La ditta di Ciotti si era accaparrata 158 cantieri per 12,7 milioni di euro di lavori; le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza dell’Aquila hanno evidenziato 58 casi di irregolarità e sono state le uniche due “A” dell’elenco a scoperchiare il giochetto: i proprietari, infatti, dopo aver visto i soldi incassati e i lavori non fatti, hanno denunciato l’imprenditore.
Nella sua prima intervista dopo l’arresto, rilasciata ad AbruzzoWeb, il costruttore ha ribadito la sua innocenza, assicurando che “non ci sono lavori gonfiati” ma che anzi “sono stati fatti tutti e di più”.
E alla domanda precisa se la sua vicenda sia stata strumentalizzata Ciotti lo ha confermato con ironia amara, “sono il re della ricostruzione, è evidente”, anche se non si è sbilanciato nel dire chi abbia voluto farlo. Alberto Orsini



