L’AQUILA – Un esposto denuncia contro l’iniziativa del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente di rimuovere, in segno di protesta, la bandiera italiana da tutti gli uffici comunali e scuole, nonostante la diffida ricevuta dal prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci di riposizionarle, è stato presentato stamane alla procura della Repubblica dell’Aquila dal giornalista aquilano e direttore responsabile della testata L’Editoriale, Giuseppe Vespa.

Secondo quanto si legge nell’esposto, “pur avendo il prefetto reiterato la sua diffida con altro provvedimento, Massimo Cialente, non ha provveduto ancora a far ricollocare al suo posto la bandiera italiana. Più precisamente – prosegue – ha omesso di farle riposizionare sugli edifici pubblici di questo Comune. Lo scrivente si rivolge alla signoria vostra affinché verifichi se nel comportamento tenuto da Cialente (o di altri, quali autori materiali del gesto), siano ravvisabili ipotesi di reato”.

Cialente, che aveva anche restituito la fascia di sindaco al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, aveva attuato il suo gesto in segno di protesta contro i mancati finanziamenti statali per la ricostruzione post-sisma del capoluogo e dei comuni del cratere.

”NON GLI IMPORTA NULLA DELL’AQUILA”

“Ho agito da cittadino, da giornalista le cose le scrivo – ha spiegato Vespa – Non ho voluto denunciare Cialente, questo non mi interessa, ma i suoi gesti plateali da capopopolo che però sono finalizzati ai suoi interessi o a quelli di partito”.

Secondo “Peppe” Vespa, “a Cialente non importa dell’Aquila, non ha fatto niente per la città, altrimenti perché non ha riportato i commercianti in centro, perché non ha ristrutturato palazzo Margherita pur avendo i fondi, perché ha tante iniziative finanziate e non le fa. Chiede la solidarietà della città – ha concluso – ma non fa niente”.